Vinitaly 2024 15 Apr 2024 17:56

“Cerasuolo un Montepulciano d’Abruzzo che non ce l’ha fatta? No, il contrario!”

VERONA – Mostrare le tante sfaccettature che una denominazione può evidenziare a seconda del territorio di produzione. È stato questo l’obiettivo della masterclass condotta da Fabio Bortolotta, organizzata dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo nella seconda giornata del Vinitaly.

Nel primo anno di debutto in concreto del nuovo modello Abruzzo con la menzione superiore che si declina nelle 4 sottozone, il Consorzio guidato da Alessandro Nicodemi ha voluto proprio mostrare al pubblico di esperti e appassionati le tante declinazioni del Cerasuolo d’Abruzzo Superiore.

La degustazione dal titolo l’AirRoir del Cerasuolo, a evidenziare che “il Cerasuolo non è mai lo stesso vino e cambia di anno in anno”, come ha spiegato Filippo Bartolotta che ha guidato la masterclass è stata un viaggio tra sette vini: Chiusa Grande e Fattoria La Valentina per le Colline Pescaresi, Pasetti, Masciarelli e Fontefico per Colline Chietine, Fattoria Nicodemi e Barone Cornacchia per Colline Teramane.

“C’è chi dice che il Cerasuolo è un Montepulciano d’Abruzzo che non ce l’ha fatta. Io provocatoriamente dico che forse è il contrario”.


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