Il nostro Vinitaly in cento secondi e sei parole-chiave
VERONA – Dealcolati, dazi, radici, vulcani, bollicine e rossi rinfrescanti. Sono le parole-chiave del 57esimo Vinitaly appena andato in archivio dopo quattro intense giornate che come ogni anno abbiamo provato a raccontarvi dal nostro punto di vista. Con impegno e sacrificio da parte di tutta la redazione, in presenza e con supporto tecnico anche da remoto, ma anche con grande soddisfazione e diverse gratificazioni da parte innanzitutto dei lettori.
LO SPECIALE DI VIRTÙ QUOTIDIANE
Un Vinitaly che si è chiuso con con 97mila presenze complessive e con un’incidenza degli operatori esteri salita al 33% del totale: oltre 32mila da oltre 130 nazioni, con un incremento in assoluto del 7% rispetto all’edizione precedente. In particolare, aumentano i buyer dai primi tre mercati target per il vino italiano: Stati Uniti (+5%), Germania (+5%) e Regno Unito, che compie un balzo in avanti del 30%, mentre si registra una flessione dalla Cina (-20%).
Richieste e tendenze di mercato, con il ritorno sulle scene dei Lambruschi nel padiglione dell’Emilia Romagna completamente rinnovato, i vini legati alle radici dei territori da cui nascono con le piccole denominazioni e i prodotti vulcanici, i dealcolati e la questione dazi che tiene tutti col fiato sospeso. Questo e altro è quello su cui ci siamo concentrati e che ritroverete su tutti i nostri canali.
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