Vinitaly 2026 14 Apr 2026 21:20

Al Vinitaly Cristina Mercuri racconta il Pecorino d’Abruzzo nel ricordo di Luigi Cataldi Madonna

Al Vinitaly Cristina Mercuri racconta il Pecorino d’Abruzzo nel ricordo di Luigi Cataldi Madonna

VERONA – La terza giornata di Vinitaly ha acceso i riflettori su uno dei protagonisti più dinamici del panorama enologico italiano, il Pecorino. Un vitigno a bacca bianca che, negli ultimi anni, ha registrato una crescita significativa, arrivando a superare i 2mila ettari vitati e conquistando un ruolo centrale nella nuova stagione dei vini bianchi italiani, grazie a freschezza, struttura e notevole capacità evolutiva.

SEGUI LO SPECIALE DI VIRTÙ QUOTIDIANE

Particolarmente partecipata, la masterclass dedicata al Pecorino d’Abruzzo, che ha proposto un confronto tra diverse interpretazioni provenienti dalle principali sottozone abruzzesi. Un viaggio sensoriale che ha evidenziato come questo vitigno riesca a esprimere caratteri distintivi a seconda dei territori, confermandosi versatile e identitario al tempo stesso.

L’appuntamento ha assunto un valore ancora più profondo con il tributo a Luigi Cataldi Madonna, figura chiave della viticoltura contemporanea, scomparso l’8 dicembre 2025. Considerato un pioniere della viticoltura di montagna, è stato tra i primi a credere nelle potenzialità del Pecorino, contribuendo in maniera determinante alla sua affermazione.

La masterclass è stata guidata da Cristina Mercuri, prima master of wine donna italiana, proclamata proprio poche settimane fa, ed introdotta dal giornalista Giorgio D’Orazio, dopo i saluti del presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo Alessandro Nicodemi e il vicepresidente della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente.

“Il tributo a Luigi Cataldi Madonna rappresenta un omaggio doveroso a una delle figure più carismatiche ed influenti dell’enologia italiana contemporanea. Conosciuto da tutti come il professore poiché, oltre a guidare la storica cantina di famiglia a Ofena, è stato docente di Filosofia all’Università dell’Aquila, Luigi – ha detto il presidente Nicodemi – è stato un vero pioniere della viticoltura di montagna e ha saputo elevare la percezione del Pecorino d’Abruzzo. Tra vitigni a bacca bianca il Pecorino ha un ruolo di primissimo piano, ha affiancato e superato anche il nostro Trebbiano d’Abruzzo e, nel panorama nazionale, rappresenta un vino bianco cui tutti fanno riferimento perché ha delle peculiarità che oggi riescono ad incontrare il nuovo gusto dei consumatori. Luigi Cataldi Madonna ormai trentacinque anni fa ha creduto in questo vitigno e ci ha lasciato un patrimonio inestimabile, dimostrandone non solo la bontà ma anche la longevità”.

“Grazie per questo omaggio al lavoro di papà – ha detto commossa la figlia Giulia Cataldi Madonna, che dal 2019 tiene saldamente le redini dell’azienda di Ofena – che riconosce in lui il padre del Pecorino italiano. È stato il primo a chiamarlo con questo nome che è anche un po’ bizzarro visto che poteva essere confuso con il formaggio. È stato lui che con coraggio, decise negli anni Novanta di piantare i primi vitigni. Nel 1997 il primo vino, dalle caratteristiche dirompenti, originali; in un’epoca in cui i vini erano tondi. Ma la sua fu un’intuizione giusta: oggi si vendono 8 milioni di bottiglie. L’insegnamento di mio padre? Quello di aver tracciato una strada che, per fortuna per me, è ancora percorribile perché era un uomo all’avanguardia. Io sto ancora lavorando con quello che ci siamo detti qualche mese fa”.

Un appuntamento che ha rappresentato non solo un momento di memoria, ma anche un’occasione di riflessione sul futuro del vitigno. Il confronto tra le diverse sottozone ha infatti confermato come il Pecorino sia oggi uno dei vini su cui investire maggiormente, non solo in termini quantitativi ma anche per qualità e capacità di interpretare stili differenti.

“Ricordare la figura di Luigi Cataldi Madonna è motivo di orgoglio, con il suo lavoro ha saputo interpretare la terra d’Abruzzo con rigore, passione e spirito critico, valorizzando un territorio straordinario. Ha contribuito in maniera decisiva al rilancio del Cerasuolo d’Abruzzo e alla riscoperta del Pecorino, vitigno che oggi rappresenta una delle grandi eccellenze della nostra regione. Il suo impegno ha dimostrato come l’agricoltura possa diventare motore di crescita, tutela del territorio e cultura. Era un visionario. Nelle mani di Giulia – ha detto Imprudente abbracciando la figlia – c’è qualcosa di particolare, di unico: la trasmissione di un concetto, di una visione, di un ‘folle’ ragionamento sulle potenzialità della terra d’Abruzzo. Luigi ha avuto momenti particolari: ha rotto schemi e prodotto altri schemi. Senza di lui, c’è un vuoto. Rivolgo agli operatori del settore un messaggio, avere il coraggio di osare, perché guardando oltre, l’Abruzzo andrà oltre”.


Sostieni Virtù Quotidiane

Puoi sostenere l'informazione indipendente del nostro giornale donando un contributo libero.
Cliccando su "Donazione" sosterrai gli articoli, gli approfondimenti e le inchieste dei giornalisti e delle giornaliste di Virtù Quotidiane, aiutandoci a raccontare tutti i giorni il territorio e le persone che lo abitano.