Nevola, bocconotto e profumi d’Abruzzo. A Ortona la gelateria che riscopre gusti territoriali: “Bilanciamento ed emozione pari sono”
ORTONA – Quattro anni di studio e prove per arrivare a trasformare la tradizionale nevola ortonese in profumato e cremoso gusto sottozero, una delle novità della stagione 2025 del laboratorio di gelateria di Domenico Dell’Orefice, L’Oasi, sulla romantica Passeggiata orientale affacciata sul blu, sul porto di Ortona (Chieti) e sulla Costa dei Trabocchi.
Un omaggio al territorio dove da 22 anni a questa parte la passione di Domenico per l’arte fredda ha messo radici.
Una passione di famiglia, il gelato, e un’avventura. Partiti da zero, in tre, nel 2003: nonna Concetta Romagnoli, lancianese di origine rientrata dal Venezuela con il sogno di aprire un bar gelateria, sua figlia Sonia Valerio (madre di Domenico, addetta alla parte commerciale) e il nostro, allora 16 enne che tra il diploma superiore e l’arte del gelato ha scelto, inizialmente, il bartending. Per abbracciare, qualche tempo dopo, il laboratorio di gelateria dove sua moglie Giovanna Santurbano dava man forte a nonna Concetta.
“A quel tempo si usava il mantecatore a pala” racconta Domenico a Vq, “occorreva abbastanza forza per tirare fuori il gelato manualmente col remo. Mi sono aggiunto per aiutare e così è nata la mia passione per il gelato. Nel frattempo il mantecatore a pala non era più a norma per ragioni di sicurezza, superato dal mantecatore verticale. In quegli anni ci siamo evoluti in maniera radicale, bandite le basi pronte, solo materie prime scelte, preparazioni espresse e mantecatori di nuova generazione. C’era bisogno di più spazio per lavorare e abbiamo trasferito l’attività nel locale attuale, 3 volte più grande del primo, un bel passo avanti. Ho studiato il bilanciamento seguendo vari tecnologi e riconosciuti professionisti del mestiere, da 3 anni a questa parte sono nell’associazione nazionale Artisti del Gelato insieme a nomi rappresentativi della gelateria italiana. Durante il periodo Covid abbiamo scelto di specializzarci anche nella pasticceria contemporanea, abbiamo mantenuto il servizio di caffetteria per accompagnare le colazioni con i nostri cornetti artigianali e nel periodo delle festività non mancano i nostri panettonie colombe, una piccola produzione artigianale che va su prenotazione dal momento che non disponiamo di forni per fare grandi numeri”.
Il pallino di Domenico è riportare la pasticceria tout court in forma di gelato ovvero “pasticceria sottozero”, il gelato stratificato (realizzato con il monoporzionatore) a cui fanno buona compagnia i 52 gusti (anche per vegani) serviti al bancone, l’ampia varietà di torte moderne, semifreddi, e in occasioni speciali cialde e coni caldi di forno farciti di gusti gelato per un contrasto molto particolare e ricercato.
“Il gelato dell’Oasi è realizzato con materie prime scelte e di filiera, mantecatori di nuova generazione e tecnica contemporanea” prosegue Domenico, un artista della frutta 3D, ciliegie, fragole, pera, bocconcini lucenti e golosi con l’interno stratificato in cremosi (delizia al limone, cacao e amarene candite, fragole e limone) per coccolarsi con tocchi di maestria.
Altrettanta maestria usata nella Nevola Sottozero, un gusto (base acqua nel rispetto della ricetta originale della tipica cialda avvolta a cono, priva di latte) aromatizzato dall’infusione di anice e cannella, mosto cotto delle campagne di Villagrande di Ortona e pasta di arancia. Elaborazione particolarmente apprezzata dal team Figec – giornalisti enogastronomici d’Abruzzo che hanno eletto l’insegna Gelateria dell’Anno 2025 “per saper coniugare quotidianamente al meglio tradizione e innovazione”.
“Innovare sembrerebbe cosa semplice, in realtà occorre un sostrato di conoscenze non da poco” ha commentato il maestro di cucina Santino Strizzi alla consegna del riconoscimento.
“Dopo tanto moderno quest’anno riscopro la tradizione” continua Domenico presentando i gusti freddi ispirati ai dolci della più fiera tradizione abruzzese: Nevola, Bocconotto artigianale, Mostacciolo (con mandorle Filippo Cea, armelline, mosto cotto, fondente e caffè espresso), Profumi d’Abruzzo (gusto al cioccolato aromatizzato con mandorla-cannella-arancia candita, triade base del ripieno di tanti dolci abruzzesi). E non è tutto. Menzione speciale per il Gran Tiramisù “da gustare a occhi chiusi”, e per il gelato gastronomico all’olio evo ( di produzione strettamente ortonese) aromatizzato con limone e rosmarino. Una perfetta combinazione di tecnica e sperimentazione che non tradisce i gusti originari.
“Lavoro molto sui numeri ma anche sull’emozione, i primi consumatori del nostro gelato siamo io e la mia famiglia. I miei gusti sottozero nascono dall’ispirazione per i viaggi e dalla ricerca di ingredienti veri, di qualità” conclude il maestro gelatiere.

Domenico Dell’Orefice
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