A “I Vini del Cuore” tante belle scoperte tra vini greci, antichi vitigni ritrovati, micro produzioni e una Doc “personale”
GENOVA – Vini greci, della Georgia e naturalmente liguri. Ma anche tanti altri prodotti da ogni parte d’Italia. I Vini del Cuore a Genova, alla sua quinta edizione, si conferma un’occasione per scoprire tante chicche enologiche, micro produzioni, vitigni riscoperti e persino una Doc rivendicata da un solo produttore.
Nell’elegante cornice della Sala del Palazzo della Borsa nella centralissima Piazza De Ferrarri, uno dei luoghi simbolo della città, la manifestazione collegata all’omonima guida social curata da Olga Schiaffino che racconta le cantine dal punto di vista emozionale, domenica e lunedì scorsi ha richiamato appassionati, curiosi e operatori del settore tra banchi d’assaggio e masterclass.
Protagoniste dell’evento – inaugurato da Natalia Kordzaia, console generale della Georgia in Italia – sono state le aziende selezionate e premiate nelle diverse edizioni della guida, progetto editoriale indipendente che valorizza cantine, territori e persone attraverso un percorso condiviso durante l’anno.
Tra le novità, una rappresentanza di vini della Grecia importati in Italia dalla distribuzione–ecommerce Vinostrano, e gli spirits con Brainfusion (Amaro Sarvaego e Praebugin), il Liquorificio Fabbrizii e L’Opificio Clandestino degli In-Fusi di Andrea Bruzzone.
La prima masterclass tenuta da Emanuele Omodei maestro assaggiatore Onav ha condotto i presenti alla scoperta dei vini greci. Mihaela Cojocaru DipWset e founder di WinExcel ha entusiasmato con una degustazione alla cieca e infine Tamar Tchitchiboshvili insieme a Jaba Dzimistarisevili hanno portato la cultura georgiana del vino e la tradizione delle anfore interrate all’attenzione dei winelovers.

Tra gli espositori, un’azienda che ha riscoperto un antico vitigno, una che utilizza in via esclusiva una minuscola doc e una che ha scelto il tappo di vetro e produce vermouth
“Abbiamo ripreso a coltivare lo scimiscià, vitigno autoctono che delle analisi genetiche hanno dimostrato essere un vitigno a sé, non un clone del Vermentino o delle Bianchette come si pensava”, racconta Domenico Giuseppe Cuneo Castillo, dell’azienda U Cantin, che ha iniziato a coltivarlo nel 2002 sulle colline tra Leivi e San Colombano, in località Villa Oneto, nel casolare dove insieme alla moglie Maria Teresa Penco gestisce anche un agriturismo. “È un vitigno avaro, la resa è molto bassa ma dà dei vini con delle doti di struttura e invecchiamento notevoli. Si presta anche per l’appassimento e noi lo abbiamo provato in vari modi, dalla macerazione alla bollicina”.
Dal Monferrato Astigiano arriva invece l’azienda Crotin 1897: “Nel 2019 è stata istituita la Doc Piemonte Bussanello e siamo l’unica azienda che se ne avvale. Il vitigno che protegge è una varietà a bacca bianca creata nel 1938 dal professor Giovanni Dalmasso incrociando il Riesling italico e il Furmint”, dice Corrado Russo. “Una curiosità: il nome Bussanello è stato scelto in onore di Bussana Vecchia dove il professore trascorreva le sue vacanze”.
La Salceta, a Loro Ciuffenna (Arezzo), dal 2011 ha introdotto il tappo di vetro: “Non volevamo più problemi coi tappi in sughero pur utilizzando dei grandi tappi in sughero”, racconta la produttrice Linda Nano, “dal 2015 li utilizziamo su tutti i nostri vini compresi i rossi da invecchiamento e sono per noi ormai irrinunciabili. Dalle prove che abbiamo fatto, il vino rimane più integro, ha un affinamento più lento e rispettoso”.
L’azienda toscana produce anche un vermouth dal proprio vino rosato di Cabernet Franc: “Volevamo un prodotto da bere, non da miscelazione e abbiamo trovato questa ricetta che partendo da questo vino ne esalta le caratteristiche anche nel vermouth”.

Olga Schiaffino
Attribuiti anche due riconoscimenti: il premio giornalistico Suzanna Branciforte è stato consegnato a Marco Signori, direttore di Virtù Quotidiane, impegnato a raccontare in modo autentico e preciso il mondo del vino e per le sue doti empatiche. Il premio Paolo Revello, dedicato a un personaggio del mondo del vino ligure scomparso, è stato consegnato dalla sua famiglia all’azienda Linero per il Colli di Luni Doc Vermentino Superiore Vigna del Generale.
Il pubblico ha poi potuto esprimere le proprie preferenza per la selezione dei 10 vini che faranno parte della rosa scelta dagli autori della guida: il voto è stato raccolto tramite una app innovativa, MyVinApp, che si dimostra uno strumento molto utile e pratico per i winelovers e per le cantine.
Tra gli espositori, anche una giovane azienda, Wainnot, che ha inventato un articolo per la ristorazione che permette agli ospiti di portare a casa la bottiglia non terminata: uno strumento utile per aiutare e sostenere il consumo responsabile del vino.
I Vini del Cuore, organizzato dall’associazione Ampelos aps, ha avuto il patrocinio della Regione Liguria e della Camera di Commercio di Genova. Tra le partnership Ice Store, l’istituto Bergese di Genova con i suoi allievi stagisti e il Ristorante Da O Vittorio di Recco, dove si è svolta la cena di gala. Hanno contribuito all’organizzazione Simona Natale e Paolo Bellocchi.
Gli espositori
Vini della Georgia con L’anfora wine srl – Dekanozishvili Winery, Akureli Winery, Cantina
8000 History, Cantina 6000 B.C. , Cantina Bediani, Cantina Peradze, Cantina Gvazi, Cantina
Gvinia, Villa Mosavali
MyVinApp
IceStore ( Liguria)
Vinostrano_ Vini dalla Grecia – e-commerce-
Wine Excel Association – Tenuta Santo Stasi, Tenuta Santo Spirito, Leone De Castris e
Apollonio (Puglia)
Villa Cambiaso ( Liguria)
Ca’ du Ferrà (Liguria)
Andrea Bruzzone (Liguria)
Cantina Fortuna (Lazio)
Castello Viscogliosi (Toscana)
Fontanacota (Liguria)
Vigna delle Sanzioni (Toscana)
Vini Moras (Campania)
Gionata Cognata (Liguria)
Antonio Giglioli Il casale Bio (Toscana)
Rosanatale (Veneto)
Az.Agr.Tiberi (Marche)
Tenuta Maffone (Liguria)
Bio Vio (Liguria)
Liquorificio Fabbrizii (Liguria)
Il Masoè (Piemonte)
Podere Sabbioni (Marche)
Montelio (Lombardia)
Pino Gino (Liguria)
Mancinelli Stefano (Marche)
Criolin (Piemonte)
Gagliardi (Marche)
Villa Cambiaso (Liguria)
La Salceta (Toscana)
Tropfltalhof (Trentino Alto Adige)
Root Winery (Marche)
Cantina Ninni (Umbria)
Il Baggio Pellegrino (Liguria)
Matteo Ciccone (Abruzzo)
Enotria Tellus (Veneto)
Camerlengo (Basilicata)
Azienda Agricola Cerrolungo (Liguria)
Tenuta Bricco San Giorgio (Piemonte)
Ca’ Lunae ( Bosoni)
Cascina Mogliasacco (Piemonte)
Underwater wines
Praebugin e Amaro Saervego (Brainfusion (Liguria)
Crotin 1897 (Piemonte)
U Cantin (Liguria)
Banco collettivo
Stefano Milanesi Enoartigiano (Lombardia)
Faralli Vini (Toscana)
Iuzzolini (Calabria)
Ka’ Mancinè (Liguria)
Donatella Cinelli Colombini (Toscana)
Podere dell’Angelo (Emilia Romagna)
Cantine Levante (Liguria)
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