Personaggi 28 Apr 2017 20:46

NICOLA, DALLA BANCA ALLA VIGNA: L’ITALIA CON IL FIATONE DIETRO ALLA FRANCIA

NICOLA, DALLA BANCA ALLA VIGNA: L’ITALIA CON IL FIATONE DIETRO ALLA FRANCIA

ANCONA – Una laurea in economia e un posto fisso alla Cassa di risparmio della provincia dell’Aquila (oggi Bper), una vita frenetica tra Roma e L’Aquila. Finché non ha mollato tutto per dedicarsi alla produzione del vino.

Per Nicola Splendiani, 40enne aquilano, sposato con un figlio di tre anni e mezzo, il terremoto del 2009 ha rappresentato una data spartiacque.

“C’era da scegliere se continuare a fare il lavoro in banca, vivere a Roma facendo una vita che non piaceva né a me né alla mia compagna, che oggi è mia moglie – racconta a Virtù Quotidiane – allora abbiamo deciso di venire a sondare queste terre di mia moglie, ci siamo fatti due conti e abbiamo deciso di venire a lavorare qui”.

Splendiani, che nei mesi scorsi è anche stato tirato in ballo da Forza Italia come figura sulla quale puntare per una candidatura a sindaco dell’Aquila, ha così iniziato a produrre un apprezzatissimo Rosso Conero Doc in provincia di Ancona nel Podere Giustini, che dopo una fusione con Roberto e Guido Mazzoni ha dato vita a Piantate Lunghe, un’azienda di oltre 12 ettari di vigna.

“Sicuramente c’è stata un po’ di incoscienza – ammette – erano tanti mesi che pensavo di lasciare il lavoro nonostante non avessi altre opportunità, però sono sempre stato una persona che le opportunità se l’è cercate. Sono sempre andato dove c’era lavoro, per questo ho girato l’Italia e il mondo, l’importante è essere flessibili”.

“Il terremoto mi ha fatto capire che bisogna vivere per le passioni che uno ha, per la vita che si sceglie e non per quella che magari ti porta sì, è vero, lo stipendio a fine mese ma per tutto il resto non è bella”, aggiunge.

“L’Italia non si sa vendere? È vero – dice, parlando del vino – avremmo delle potenzialità enormi all’estero, nonostante quantitativamente vendiamo di più poi alla fine abbiamo meno margini e quindi guadagniamo meno della Francia”.

“Abbiamo sfruttato un po’ il nome dell’Italia negli anni Ottanta, quando magari la Francia ha investito qualcosina in più, noi oggi viviamo di rendita però all’estero la cultura del vino sta crescendo mentre in Italia sta diminuendo, e loro iniziano ad apprezzare prodotti di qualità”.

Piantate Lunghe è tra le novanta aziende abruzzesi che partecipano al Vinitaly, ma Roberto spiega come sia “un mercato difficilissimo da gestire perché sono 2.400 produttori, quindi o vai con le idee chiare di cosa vuoi assaggiare e chi vuoi incontrare, altrimenti per un visitatore è impossibile da gestire. All’estero, invece, vai ad una fiera molto più organizzata e ci vai preparato – aggiunge parlando del ProWein, l’unico evento a cui partecipano oltre a quello di Verona – Sono eventi quasi esclusivamente per operatori del settore, che si devono accreditare in precedenza e devono avere degli appuntamenti già stabiliti. Vai preparato, non si perde tempo. Mentre al Vinitaly va bene se si concretizza un contatto ogni venti, là è uno ogni due”. (m.sig.)


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