“Acqua la nostra forza”, anche Mario Tozzi a Pescara per discutere di tutela e gestione di un bene universale
di Giorgia Roca
PESCARA – Ridurre le dispersioni, interconnettere le reti, uniformare le tariffe, diversificare l’approvvigionamento idrico, in vista di una possibile crisi climatica dovuta al surriscaldamento globale, e riuscire ad avere un solo ed unico riferimento nella gestione dell’acqua in una delle regioni più verdi d’Italia. Sono le principali tematiche dell’incontro divulgativo “Acqua la nostra forza”, promosso dalla Presidenza del Consiglio regionale dell’Abruzzo, in collaborazione con Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca) ed Ente regionale servizio idrico (Ersi) in programma lunedì 16 febbraio alle 10,30 nella sede dell’Aurum di Pescara con ospite il geologo e divulgatore Mario Tozzi.
Introdotti da Sara Marcozzi, dopo i saluti del sindaco Carlo Masci interverranno il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, il presidente della Regione Marco Marsilio, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, il presidente dell’Ersi Luigi Di Loreto, quello dell’Aca Giovanna Brandelli, i rettori delle Università D’Annunzio Chieti-Pescara Liborio Stuppia, Teramo, Christian Corsi, e L’Aquila, Fabio Graziosi.
L’iniziativa vuole divulgare il più possibile le tesi a sostegno della riforma del sistema idrico integrato in Abruzzo – in corso di discussione all’Emiciclo, volta a riorganizzare la governance delle 6 società di gestione – prendendo le mosse dalla relazione di fine lavori stilata dalla Commissione speciale di inchiesta, presieduta da Sara Marcozzi nella precedente legislatura, in cui sono state elencate le misure adottabili nel più breve tempo possibile per rendere la gestione più competitiva, sotto il profilo dei servizi per il cittadino, tariffe uguali sul territorio, ed equità di disponibilità di risorsa idrica in tutte le zone regionali.
L’incontro di lunedì sarà insomma un racconto del panorama italiano rispetto alla crisi climatica e alla necessità di tutelare l’acqua, declinando la questione da un punto di vista multidisciplinare, dalla geologia all’economia, passando per l’ingegneria, per giungere ad una definizione di programma politico nel breve, medio e lungo periodo.
Lo scopo principale della riforma è quello di iniziare un processo virtuoso con un minimo di due gestori, per lavorare sui due ambiti principali del Gran Sasso d’Italia per il versante aquilano e teramano con le attuali Gran Sasso Acqua, Ruzzo e Consorzio acquedottistico marsicano (Cam), e della Maiella per quello pescarese e chietino con Aca, Servizi ambientali centro Abruzzo (Saca) e Società abruzzese per il servizio idrico integrato (Sasi).
“In Abruzzo ci sono zone in cui l’acqua è talmente sovrabbondante che le perdite sono fisiologiche alla tenuta delle condotte, e altre zone in cui la si deve portare tramite autobotti. Occorre riorganizzare le governance perché una società grande – o meglio, unica – riuscirebbe ad essere ancor più competitiva, ad attrarre maggiormente gli investimenti, ragionando come unica regione che possa investire sulle interconnessioni delle reti. Questo è un progetto ecumenico, essendo l’acqua il bene più prezioso che dà la vita e cercheremo di unirci e superare qualsiasi campanilismo”, spiega Sara Marcozzi.
Inoltre, la riforma, che dovrebbe essere approvata nel mese di giugno, si prefigge l’ulteriore obiettivo di riuscire a mantenere una gestione pubblica, preferendola a quella di tipo privato, che potrebbe rappresentare un rischio nella competizione con aziende di dimensioni inferiori.
Si aggiunga, infine, un aspetto da non sottovalutare e che riguarda l’assetto della situazione attuale, caratterizzata dalla compresenza di 6 società di gestione – di cui 5 sono prossime a vedere scadere la propria concessione – e ciascuna delle quali fa riferimento ad una porzione di territorio, suddividendolo, e sentendosi nettamente separata l’una dall’altra.

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