DIGITALE: UN ELEMENTO CHE PUÒ PORTARE GROSSI BENEFICI ANCHE AL TURISMO

foto Il Nord Est Quotidiano

Il turismo è un settore che per propria natura deve essere particolarmente recettivo con le innovazioni tecnologiche. La digitalizzazione degli ultimi 20 anni ha ovviamente interessato questo settore e già in particolare nel mondo della ricezione si erano visti i primi profondi cambiamenti, con la nascita di realtà come Airbnb, o Booking.com che rivoluzionavano il modo di offrire e ricevere servizi turistici. Anche i siti e le associazioni culturali si sono adeguate a questa tendenza crescente promuovendo i propri servizi tramite canali digitali, fino ad offrire veri e propri virtual tour sfruttando la realtà virtuale.

Ricerca di alloggi il primo settore a passare al digitale, poi i trasporti

Come anticipato, la digitalizzazione ha toccato ogni settore professionale e dell’intrattenimento: non è infatti soltanto l’epoca caratterizzata dalla grande esplosione dei giochi da casinò online, con grafiche e funzioni all’avanguardia come quella di poter giocare a tavoli “veri” da remoto, oppure il fenomeno in espansione delle piattaforme che offrono contenuti multimediali come Netflix arrivata a quasi quattro milioni di abbonati in Italia. Uno dei primi settori ad essere influenzato dal passaggio dall’analogico al digitale era stato quello dei servizi di ricezione, in particolare legati alle prenotazioni. Con la nascita di Booking.com, infatti, fra l’ospite e la struttura le operazioni di registrazione e pagamento diventavano più fluide grazie a un’interfaccia digitale. Anche i trasporti hanno avuto la loro rivoluzione con la nascita ad esempio di BlaBlaCar nel 2006, un nuovo modo di concepire la condivisione, il viaggio e l’economia tutto racchiuso in un’applicazione, tre anni più tardi invece negli USA prendeva vita Uber.

A seguire l’altro elemento del turismo che ha beneficiato dell’introduzione dei servizi digitali è stato quello della domanda e offerta di alloggi. Nel 2008 esplodeva infatti il fenomeno dell’house-sharing grazie ad Airbnb, diventato poi un colosso nel mondo del turismo.

Anche musei e siti di interesse culturale al passo coi tempi

Ma l’applicazione delle nuove tecnologie può avvenire anche per la fruizione di siti archeologici e culturali. Esistono sempre più enti e organizzazioni che offrono visite guidate sfruttando finanche la realtà virtuale. È questo il caso dei tour virtuali per fare un esempio a supporto anche di strutture italiane come i Musei Vaticani in cui gli utenti possono immergersi virtualmente nel “Braccio Nuovo” o nella “Cappella Sistina”. Sono queste modalità sempre più apprezzate dai turisti, e può essere l’apripista per un nuovo concetto di turismo, che potrebbe a breve coinvolgere anche la realtà virtuale.

A dire il vero ci sono già delle iniziative a riguardo, come quella di Tourism Ireland, ente per il turismo irlandese, che nel 2019 ha lanciato la campagna Embrace a Giant Spirit con la quale ha esaltato i luoghi irlandesi protagonisti delle ambientazioni della celebre serie TV Games of Thrones. Il tutto proprio grazie alla realtà virtuale e alla collaborazione del vincitore del Pulitzer per la poesia nel 2003 Muldoon e del fotografo McGarvey. Il digitale ha già dimostrato di poter fare bene al mondo del turismo, e in particolare in Italia luoghi come musei e siti archeologici si stanno attivando per offrire ai turisti anche esperienze virtuali.

Anche in Italia le amministrazioni comunali e regionali si muovono verso questa direzione già da diversi anni, e anche la Regione Abruzzo ha previsto fondi destinati ad accoglienza e ricezione turistica.

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