A MONTUPOLI DI MIGLIANICO RIVIVE L’ANTICA TRADIZIONE DE “LU TECCHJE A LU FOC”


di NARCISO CICCHITTI*

MIGLIANICO – Lu tecchje a lu foc o Ceppo di Natale è un’antica tradizione natalizia risalente almeno al XII secolo di origine pagana, diffusa in tutto il territorio abruzzese che sopravvive in particolar modo in una delle valli più affascinanti della regione intrisa di storia, leggende ed enogastronomia: la Val di Foro, precisamente nell’antico borgo di Montupoli, frazione di Miglianico (Chieti).

Terra conosciuta per la sua vocazione vinicola, per la gastronomia e per le antiche tradizioni che si perdono nella notte dei tempi.

Ancora oggi nelle famiglie montupolesi l’antico rituale rivive quando nel giorno della vigilia di Natale il più anziano della famiglia sistema nel camino il Ceppo di Natale, nel dialetto locale “lu tecchje”.

Al termine dell’estate viene sapientemente selezionata la base di un grande albero spesso pieno di radici e sporco di zolle di terra, messo da parte ad asciugare recante un segno di croce come distintivo realizzato con un semplice arnese.

La sera della vigilia al calar della luce, viene acceso e lasciato ardere rinforzato ogni tanto da altra legna, per nove giorni come le nove pietanze povere legate alla tradizione contadina a base di verdure, legumi, sarde e baccalà.

Immancabili i dolci come li caviciun di scrucchiata e li crispell di patata. Dopo un lungo digiuno come la tradizione vuole, tutti partecipano alla cena che giustamente inizia alle ventuno.

Trascorsi i nove giorni, ormai all’anno nuovo, le ceneri vengono sparse nei campi, attorno alle case e vicino le stalle, in particolar modo quella del maiale, come a purificarlo poiché da lì a poco si avvicenderanno altri suggestivi riti legati al culto di Sant’Antonio Abate.

Il mistero della notte e del buio viene così illuminato da una grande fuoco acceso dai ragazzi del borgo che si radunano dopo la mezzanotte per il consueto augurio di Natale ma per condividere racconti, avventure e confidenze legate alle sensazioni che esso suscita.

Molti sono i ristoranti del paese dove si possono degustare piatti tipici della tradizione natalizia e non solo.

*docente di Enogastronomia all’Istituto Alberghiero di Pescara

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