A Pescara chiude Casa Rustì che sarà presto fuori Abruzzo
PESCARA – Casa Rustì, il locale di Piazza della Rinascita a Pescara, dei fratelli Stefano e Christian Fedele, noti imprenditori a capo della Ilca Carni, chiude e apre fuori Abruzzo.
Domenica scorsa ultimo giorno di apertura per il ristorante, inaugurato nel 2019, ma fortemente penalizzato negli ultimi due anni, a causa del grave fatto di cronaca, avvenuto il 10 aprile 2022, quando Yelfry Rosado Guzman, cuoco domenicano, è stato raggiunto da cinque colpi di pistola. A sparare fu il cliente Federico Pecorale. Il giovane, all’epoca dei fatti 23enne, è sopravvissuto, ma è ridotto su una sedia a rotelle.
“Tanta la solidarietà ricevuta da parte dei pescaresi, che hanno continuato ad apprezzare il nostro locale, nonostante quanto avvenuto nel giorno della domenica delle Palme, quasi due anni fa”, ha affermato Christian Fedele, raggiunto al telefono da Virtù Quotidiane.
“Abbiamo passato momenti difficili, ma il nostro brand, conosciuto anche e soprattutto all’estero, ci ha permesso di proseguire. La burocrazia, però, o meglio la fuorviante interpretazione delle norme e delle indicazioni della Asl ci ha penalizzati. Tali problematiche riguardano tutto il mondo dell’imprenditoria e in modo particolare il settore del food and beverage. Noi, fortunatamente, abbiamo la forza di prendere una decisione così drastica, perché la nostra attività ci consente di guardare oltre, anche se la chiusura del locale nella nostra città rappresenta una sconfitta. Altri non hanno la possibilità di scegliere e sono costretti a stringere i denti”.
Christian Fedele si riferisce in modo particolare al provvedimento relativo agli spazi esterni.
“Avevamo richiesto al Comune di poter avere più posti fuori, ma la risposta è stata negativa. Negli ultimi mesi siamo stati costretti a mandare via le persone, tra clienti e turisti, per mancanza di spazio. Le norme sull’occupazione del suolo pubblico andrebbero riviste, ma anche la stessa interpretazione da parte degli organi competenti è piuttosto restrittiva. Inizialmente abbiamo intrapreso una battaglia legale, ma poi abbiamo capito quanto sia inutile combattere contro i mulini a vento”, incalza Fedele.
Christian e il fratello Stefano hanno creato il brand Rustì, noto all’estero. In casa, però, nella terra in cui è nato l’arrosticino, che essi stessi producono, volevano continuare a essere presenti per valorizzare ulteriormente un prodotto di eccellenza che tutto il mondo apprezza.
“A Pescara non si è mai data la giusta riconoscenza all’arrosticino”, conclude Christian Fedele. “Si potrebbero organizzare eventi, manifestazioni ad hoc. Ora, con rammarico, Casa Rustì aprirà altrove, dove siamo stati accolti a braccia aperte”.
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