“A Santo Stefano lo stesso vino 10 euro di più? Siamo la Porto Cervo del Gran Sasso!”
SANTO STEFANO DI SESSANIO – “Lo stesso vino da te lo abbiamo pagato 20 euro, qui 30. Come mai?”. La domanda di Alessandro Borghese a una delle concorrenti dell’ultima puntata di 4 Ristoranti che ha fatto tappa in Abruzzo scoperchia quello che per i ristoratori sembra continuare ad essere un tabù.
“Però siamo a Santo Stefano di Sessanio”, le risponde un’altra ristoratrice. “È come sta’ a Porto Cervo?” chiede ironico lui. “Quasi, sì” dice una, e l’altra conferma: “Più o meno sì, nella nostra zona sì”.
“Ah! Questa è la Porto Cervo del Gran Sasso. Non lo sapevo, scusatemi!”, chiosa lo chef e conduttore della popolare trasmissione in onda su Sky e poi in chiaro su Tv8.
Uno scambio di battute che svela tutti i limiti della ristorazione e di scelte discutibili che molte insegne fanno sulle carte dei vini. Un prodotto che vive una crisi inarrestabile di consumi che i ristoratori non sembrano però affrontare minimamente: anzi, i prezzi spesso fuori da ogni logica – se non quella del mero profitto fine a sé stesso – sembrano alimentare sempre di più la scelta di evitare di bere vino quando si va a pranzo o a cena fuori.
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