ALINA DI MATTIA, 9 PREMI IN POCHI MESI PORTANO LA GIORNALISTA ABRUZZESE ALLA RIBALTA DELLE CRONACHE


AVEZZANO – Due onorificenze in pochi giorni, il Santa Claus Calling Premio Ambassador 2019 (nella foto) dalla città in cui è nata, Avezzano (L’Aquila), e un prestigioso Attestato di Merito dal Comune di Cerchio in cui è cresciuta. Le ultime di una lunga serie di riconoscimenti giornalistici e letterari che hanno portato improvvisamente alla ribalta il nome di una giornalista abruzzese ancora poco nota nella sua terra. Eppure, nonostante un percorso professionale raro e a dir poco eccezionale, la storia di Alina Di Mattia sta venendo alla luce soltanto oggi.

Una storia di talento – si legge in una nota – ma anche di durissima gavetta, iniziata oltre 30 anni fa nell’entroterra italiano e approdata prima nella discografia musicale milanese e poi a Roma, nell’organizzazione di eventi televisivi.

Autrice, conduttrice, manager, Alina arriva sulle scene musicali a metà degli anni ’80 come vocalist di grandi nomi della musica italiana tra cui Gianni Bella, Sal da Vinci, Michele Zarrillo, Giuni Russo e altri.

Mentre l’Europa balla al suono della sua giovanissima voce un brano divenuto oggi un cult della musica dance, partecipa ad un Sanremo Giovani nel 1987 (quando ancora era a porte chiuse) con i Pummarola System, formazione partenopea ospite del programma Quelli della Notte di Renzo Arbore e prodotta da un mito della discografia italiana come Claudio Mattone.

Negli anni ’90 diventa la voce femminile della Frank Raya Blue’s Band di Zucchero.

Un’intensa attività musicale a cui fa seguito una lunga esperienza nella produzione di grandi eventi televisivi trasmessi dalla Rai, uno per tutti l’Apertura delle Porte Sante in mondovisione seguito da 2 miliardi di telespettatori.

Si occupa, inoltre, di mostre prestigiose in Italia e in Australia, di produzioni di concerti e del più popolare “Radio Cuore Tour” di cui è anche presentatrice ufficiale, e di una serie di iniziative culturali tra cui “L’Opera italiana sulla Via della seta” per la Cina.

Insieme al maestro Renato Serio firma uno degli inni più belli del Giubileo del 2000, “La porta dell’amore”, cantata dal soprano cinese Hongmei Nié e il più melodico “Siamo solo uomini” per Christian.

Ferma i suoi ricordi adolescenziali nel saggio “Erano gli anni della TV dei ragazzi”, nel quale racconta gli anni ’70 visti e vissuti dall’entroterra abruzzese. Negli anni successivi si fa promotrice di campagne di sensibilizzazione dedicate a bambini abusati, anziani e disabili.

Si occupa di un’iniziativa legata ai campi di concentramento cinesi insieme ad Harry Wu, sopravvissuto ai Laogai, e realizza un vademecum in dotazione ad associazioni di consumatori e Forze dell’Ordine dedicato alla prevenzione delle truffe agli anziani.

Dopo anni di produzione e ufficio stampa, la decisione di dedicarsi alla scrittura e all’informazione. I risultati non tardano arrivare. Ai numerosi trofei musicali si affiancano quelli letterari, tra cui due prestigiosi riconoscimenti giornalistici nazionali: il Premio Angelo Maria Palmieri, grazie ad un articolo di grande impatto sociale che tratta coraggiosamente la violenza sugli uomini, e il Premio Benedetta d’Intino, istituito da Cristina Mondadori, per aver trattato con delicatezza il tema dell’Asperger.

Le sue parole vengono condivise migliaia e migliaia di volte. Le sue storie commuovono, i suoi pezzi indignano perchè inducono alla riflessione, con quel pizzico di cinismo tipico di chi fa informazione e quella singolare creatività che, a noi regala interessanti scritti e racconti, a lei la designazione di “Ambasciatrice d’amore” per l’impegno sociale. Così l’Abruzzo la premia ben due volte, proprio a Natale.

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