ALTA TENSIONE ALLE SORGENTI DEL VERA, GLI ABITANTI DI TEMPERA: “FUORI RUSPE E CEMENTO”

L’AQUILA – Doveva essere un workshop fotografico ma la mattinata ha assunto toni decisamente diversi. È accaduto all’ingresso del sentiero che dà accesso alla meravigliosa riserva del Vera, fiume che rappresenta simbolo e identità di Tempera, frazione est dell’Aquila.

La gita fotografica era stata organizzata dal Comitato di gestione della Riserva del Vera, un organo composto da tre membri nominati dal Comune dell’Aquila, che si occupa della gestione della riserva integrale. Tuttavia, ad attendere il gruppo ci ha pensato un folto gruppo di cittadini e cittadine di Tempera, da mesi in mobilitazione contro i progetti sulla riserva.

A riattivare la mobilitazione, nei giorni scorsi, erano stati alcuni uomini e mezzi meccanici di un’impresa aquilana, che hanno aperto una via lungo l’argine del fiume – dalla parte opposta del sentiero naturalistico già attivo – con lo scopo di raggiungere e pulire dall’erba l’ex centrale idroelettrica abbandonata da decenni, che secondo i progetti del Comune dell’Aquila dovrebbe diventare il nuovo centro visite della Riserva.

Un progetto contestato dai temperesi per vari motivi: innanzitutto, affermano, ristrutturare un edificio nel mezzo della riserva sarebbe impattante dal punto di vista ambientale, considerando pure che l’elettricità per l’edificio verrebbe alimentata da una microturbina galleggiante posta sotto un ponte pedonale ancora da costruire, con basamento in cemento armato. Inoltre, la localizzazione a bordo fiume del centro visite rappresenta in effetti una scelta quantomeno particolare, tenendo conto che il sentiero è davvero vicino al centro storico, ancora fortemente penalizzato dai danni del terremoto del 2009.

Stamane, all’arrivo del gruppo di escursionisti, guidati da Paola Giuliani, dirigente del Comune dell’Aquila e membra del Comitato di gestione, i manifestanti hanno impedito l’accesso per più di mezz’ora al sentiero naturalistico. Sono volate parole grosse – Giuliani si è rivolta telefonicamente ai carabinieri – qualche urla e nel mezzo del litigio è stato scoppiato persino un petardo (gesto subito stigmatizzato dal comitato spontaneo del paese), mentre i cittadini di Tempera chiedevano spiegazioni sull’arrivo delle ruspe viste nei giorni precedenti.

La Riserva del Vera è un luogo magnifico, situato a pochissimi passi dal centro abitato della frazione aquilana, all’ombra del Gran Sasso. La motivazione che spinse a trasformare l’area in riserva integrale fu la scoperta del plecottero, un insetto rarissimo che vive solo in ambienti estremamente puri.

Gli abitanti di Tempera, per lo più ignorati anche dalla maggior parte delle associazioni ambientaliste locali, chiedono che i 300 mila euro di fondi europei previsti sull’area siano investiti sull’apertura di nuovi sentieri.

Diversamente da quanto deciso dagli enti locali. Oltre alla realizzazione del centro visite, infatti, l’obiettivo è anche riqualificare la cartiera dentro la riserva, inattiva da secoli. Un altro filone che preoccupa gli abitanti del borgo, perché a loro avviso aggiungerebbe altre strutture e antropizzazione a un’area che, secondo i manifestanti, è già oggi “invasa da cartelli sovradimensionati rispetto al luogo”.

Nei prossimi mesi, insomma, la Riserva naturale del Vera continuerà a far discutere.

Le foto dell’ex centrale elettrica e del presidio dei cittadini.

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