ARCHITETTURA, ALL’AQUILA NOVE PROGETTI DI STUDENTI DI STOCCARDA E SASSARI SFATANO IL “COM’ERA E DOV’ERA”


L’AQUILA – Nove progetti architettonici per diversi siti, tra L’Aquila e la periferia di Amatrice, entrambe colpite da forti terremoti negli ultimi anni, esposti nella mostra “Living Carastrophy”.

Mentre a L’Aquila è già iniziato il lento processo di ricostruzione e rivitalizzazione della città, ad Amatrice il centro storico è ancora zona rossa e quindi non accessibile: i progetti degli studenti mostrano un’alternativa allo slogan della città “dove era come era”. L’obiettivo non è quello di ricostruire gli edifici storici come erano prima, ma di combinare strutture antiche e contemporanee per creare una cornice ispiratrice per una nuova vita sociale.

Autori, gli studenti dell’Università di Stoccarda e del Diver’s City Lab dell’Università di Sassari, che espongono gli elaborati a Palazzo Cappa Cappelli, in corso Vittorio Emanuele all’Aquila, domani al termine della “5th Young Researchers’ Round Table”, a partire dalle 17,00, nell’ambito della decima edizione della Scuola internazionale di consapevolezza e responsabilità del rischio ambientale, dedicata a studenti e laureati in architettura, design-urbano, pianificazione, ingegneria, geografia, geologia, sociologia, studi ambientali e scienze economiche e politiche.

La Scuola, che si è aperta il 3 settembre e si conclude il 13, offre l’opportunità di discutere di architettura e di fattori a rischio ambientale e della loro gestione. Quest’anno il tema è “Walkable city”. I partecipanti, accompagnati da esperti internazionali, affrontano la progettazione della camminabilità a L’Aquila.

I tutor sono coordinati dalla professoressa Paola Rizzi che fa parte del comitato organizzatore e presiede la Scuola.

Gli studenti provengono da corsi di laurea eterogenei delle Università, come la Cracow University of Technology della Polonia, Diceaa dell’Università dell’Aquila, Kochi Corporate University e Nagoya University of Foreign Studies del Giappone, e University of Stuttgart della Germania.

La sfida è mettere in comunicazione esperienze universitarie diverse per un unico progetto di studio.

L’idea della scuola nasce dalla convinzione che la consapevolezza non deve essere lasciata da parte dalla conoscenza: analizzare, elaborare, ragionare, decidere e agire dove la conoscenza è un presupposto scientifico essenziale.

Scegliere deliberatamente “cosa, chi, quando, come, dove e perché” noi progettiamo, è la base di ogni processo di progettazione. Valerio Epifano

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