BUON COMPLEANNO VIRTÙ QUOTIDIANE: CENTO DI QUESTI GIORNI, MILLE DI QUESTI RACCONTI


L’AQUILA – In questi giorni Virtù Quotidiane compie il suo quarto compleanno. Un periodo relativamente breve per un progetto editoriale, ma sufficiente per aver acquisito una propria identità.

Oggi Virtù Quotidiane è un punto di riferimento per il settore enogastronomico anche oltre i confini regionali, ma ciò che ancora di più mi affascina è diventato un punto di riferimento dentro e fuori l’Abruzzo anche per altri ambiti della vita: le storie di persone e personaggi, il racconto di luoghi che nessuno racconta, le peculiarità di un territorio che fatica a emergere, ma che ha tanto da mostrare. Che può essere vissuto e contemporaneamente contaminato, che può e deve diventare più aperto e inclusivo di quel che sembra.

Ho collaborato con VQ per un paio d’anni. Ho scritto su tanti fronti, guidato qualche centinaia di chilometri, ascoltato persone, letto documenti. Non ho quasi mai scritto di enogastronomia, ho potuto scrivere di molto altro. Marco Signori, editore e al tempo stesso direttore, volle darmi carta bianca. E io su quella carta bianca iniziai a scrivere. Mi colpì il suo entusiasmo, il voler osare tentando vie nuove. In qualche modo mi ci ritrovavo, perché qualche anno prima avevo intrapreso la stessa via.

Mi piaceva anche il suo utilizzo innovativo del web, un approccio tutt’altro che scontato ancora oggi, con molti colleghi e colleghe che forse non riescono a capire bene le peculiarità e le potenzialità della rete.

Nel tempo ho affilato la lama, e ho cercato di andare sempre più nel profondo. Credevo e credo che uno degli scopi principali del giornalismo sia la veicolazione di messaggi comprensibili e al tempo stesso complessi. Sia la difficoltà nel farsi comprendere da tutti, penetrare le bolle dell’autoreferenzialità, raccontando dinamiche articolate, come la società e la vita. Cercando ogni volta di penetrare un pezzetto di più, scavando nei fatti, nei luoghi, nelle persone. Questo ho cercato di fare, a volte riuscendoci e a volte meno. E questo mi è stato permesso a VQ, anche senza essere un esperto di enogastronomia, anche quando si trattava di parlare persino di politica, mafie e molto altro, apparentemente distante dalla natura del progetto.

Con il tempo VQ è cresciuto molto. Recentemente ho avuto modo di analizzare la quantità e la provenienza territoriale dei lettori. Rimarreste sorpresi di quanto ci si sia allontanati dalla piccola redazione nel centro storico dell’Aquila, di come si sia scrollato di dosso il velo cittadino, a favore di un respiro ormai interregionale, ma ben ancorato al territorio.

Un progetto maturato non solo dal punto di vista quantitativo, ma anche nelle partnership, nella produzione di prodotti video, nei viaggi intorno e dentro l’Abruzzo. Ne apprezzo, ad esempio, la correttezza nell’esplicitare gli accordi commerciali, oltre il velo delle ipocrisie. Prendo atto che sia (purtroppo) una delle poche testate web a esplicitare quando si è di fronte ad articoli redazionali. Stimo la capacità (da parte della redazione) di sostenersi, di essere riusciti a farlo, senza alcun padre putativo, senza il sostegno delle terre di mezzo, senza un unico soggetto interessato. È finora un ottimo esperimento, difficile da intraprendere di questi tempi.

Non è facile fare giornalismo oggi, travolti da tempeste informative costanti, disturbati da informazioni più o meno valide, screditati dalle bufale, sorpassati dalle veline che corrono sui gruppi WhatsApp. Si può resistere e avanzare solo se si è bravi a cogliere una peculiarità inedita, solo se si racconta qualcosa che nessun altro racconta, e lo si fa in modo semplice, e con l’autorevolezza di chi è credibile.

È importante continuare a farlo, e lo è soprattutto in questi tempi pandemici, dove in tanti – costretti o affascinati, forzatamente o volontariamente – si ritrovano a vivere su un territorio che forse non conoscono bene. È fondamentale raccontare un luogo che oggi può e deve accompagnare questo tempo difficile, tentando di migliorare il nostro vivere.

Tutto questo VQ lo pone in essere con coscienza e consapevolezza che esiste un mondo più ampio di ogni piccola porzione di territorio. Lo fa scevro di autoreferenzialità, certo che torneremo tutte e tutti ad aprire i nostri occhi ad altri mondi.

E allora buon compleanno Virtù Quotidiane. Cento di questi giorni, mille di questi racconti.

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