CONSORZIO VINI D’ABRUZZO, ECCO I NOMI DEI CANDIDATI


ORTONA – Resta ancora secretato l’elenco di nomi dei soci del Consorzio di Tutela Vini d’Abruzzo che si candideranno per il rinnovo del prossimo consiglio di amministrazione.

Di certo c’è che lo scontro, come storicamente accade, è tra i due “giganti” della provincia di Chieti che hanno espresso una serie di nomi per comporre il CdA. Altro dato certo è che sono 27 i candidati che sarebbero stati ammessi, ma a quanto pare senza una comunicazione ufficiale da parte del comitato elettorale. Ci sarebbero state anche esclusioni di alcuni produttori, ma nemmeno queste sarebbero state ancora ufficializzate.

Virtù Quotidiane è in grado di svelare alcuni dei nominativi che compaiono nella lista che questa mattina è stata anche al centro di una riunione del consiglio d’amministrazione.

Tra loro oltre ovviamente a Tonino Verna, presidente di Cantina Tollo e a Valentino Di Campli, attuale presidente del Consorzio, fino a ora espressione di Citra, e che punta al terzo mandato di fila, compaiono molti presidenti e rappresentanti del mondo delle cooperative e i privati sono pochissimi.

Con la galassia che fa riferimento a Cantina Tollo si sarebbero schierati, tra altri, Antonio Marascia, Nicola D’Auria, Paolo Ulpiani, Franco D’Eusanio, Giuseppe Micozzi, Angelo Lanci, Vincenzo Bucci, Robertino La Monaco, Miki Antonucci e Mauro Mucci.

Nello schieramento del gruppo Citra, Alessandro Nicodemi, Luciano Di Labio, Carlo Di Campli, Chiara Ciavolich, Cataldi Madonna, Luigi Di Camillo, Nicola Dragani, Pino Candeloro, Rocco Cipollone e Gennaro Matarazzo. Anche in questo caso nella lista ci sarebbero almeno altri tre candidati a sostenere il gruppo.

I 15 consiglieri eletti tra i candidati dovrebbero poi provvedere a nominare il presidente. Diversi i nomi che circolano negli ultimi giorni tra quelli che potrebbero o punterebbero a ottenere la guida del Consorzio.

Sembra piacere il nome di Nicola Dragani, enologo, consulente di diverse cantine abruzzesi e marchigiane, fino a pochi giorni fa presidente di Assoenologi Abruzzo e Molise.

Alessandro Nicodemi della Fattoria di Notaresco, da sempre in prima linea in ambiti consortili, ha più volte espresso il desiderio di assumere l’incarico, ma su di lui pesa la territorialità teramana che rappresenta, mentre da sempre il Consorzio è appannaggio della provincia di Chieti, gigante enoico dell’Abruzzo.

Poi ci sarebbero i nomi di Nicola D’Auria, presidente del Movimento Turismo del Vino nazionale, Antonio Marascia presidente di Cantina Miglianico, e il “vinosofo” Franco D’Eusanio di Chiusa Grande. E ancora Valentino Di Campli, il presidente uscente, reduce di due mandati.

Un aspetto che quest’anno sembra essere a rischio è il meccanismo dell’alternanza nella scelta del nome, tra le due grandi cooperative sociali della provincia di Chieti, Tollo e Citra che hanno la maggioranza dei voti, che vengono calcolati in base a uva raccolta, vino e bottiglie prodotte. Secondo questa atavica alternanza questa volta dovrebbe toccare a Tollo esprimere il presidente. Ma dall’altro fronte non sembrano così disposti a lasciare le redini. Una circostanza che porta la tensione alle stelle, perché significherebbe rompere un “patto”, che seppure non scritto, finora ha mantenuto la stabilità del sistema consortile.

Dal loro canto  i produttori privati non nascondono il desiderio di essere rappresentati da un vignaiolo di professione e non da professionalità provenienti da altri settori, come è successo fino ad ora. Questa opzione potrebbe trovare la sponda di qualche rappresentante delle cooperative, solo in caso di privati di grandi dimensioni, per fatturati e quantitativi prodotti.

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