CONSORZIO VINI, DI CAMPLI ROMPE IL SILENZIO: PARLIAMO DI PROGRAMMI, ECCO I PROGRESSI IN SEI ANNI


ORTONA – È pronto a non ricandidarsi, esorta a parlare di programmi per il futuro del mondo vinicolo regionale, apre ai privati per la sua successione e sciorina i risultati conseguiti nei due mandati da presidente. Valentino Di Campli (al centro nella foto) è un fiume in piena parlando con Virtù Quotidiane per la prima volta da quando è iniziato il vortice per il rinnovo delle cariche del Consorzio di tutela Vini d’Abruzzo, tra divisioni e tensioni alimentate anche da prese di posizione pubbliche.

Sui veti incrociati tra Cantina Tollo e Codice Citra – i giganti enoici in grado di decidere le sorti del Consorzio e che fino ad ora si sono alternati nell’esprimere il presidente – che avrebbero impedito di trovare una sintesi, il presidente uscente si sottrae a ogni commento, limitandosi a osservare come “l’assemblea ha deciso all’unanimità di rinviare il rinnovo delle cariche consortili al fine di trovare una soluzione condivisa che tenga presente la rappresentanza dei diversi territori regionali, un’opportunità che avevo già tentato di proporre nel mese di febbraio”. Ma avverte: “È chiaro che se questo malauguratamente non dovesse accadere, si andrà al voto secondo l’attuale sistema elettivo, che tiene conto dei pesi ponderali (quelli espressi sulla base delle cosiddette unità di conto, che si calcolano per uva raccolta, vino e bottiglie prodotte, ndr)”.

Di Campli, però, si dice ottimista “perché – spiega – ho invitato l’assemblea a posticipare le elezioni ponendosi come obiettivo quello di arrivare ad una soluzione unitaria. A tal fine il Consiglio d’amministrazione del Consorzio si è impegnato ad organizzare incontri sul territorio volti a condividere programmi, idee e suggerimenti, a seguito dei quali individuare, tra i soci, chi voglia farsi carico di essere collettore tra Consorzio e territorio. Per raggiungere tale scopo potrebbe essere chiesto agli attuali candidati di ritirare la propria candidatura (un complesso meccanismo consentirebbe la sostituzione dei candidati, ndr)”.

Facendo un passo indietro, rispetto alle prese di posizione di Cantina Tollo che con il presidente Tonino Verna – alla guida del Consorzio prima di Di Campli – ha parlato di patto tradito da parte del fronte Citra, Di Campli spiega che “a prescindere da eventuali fraintendimenti e personalismi, il mio approccio è stato da sempre quello di parlare di programmi, di visione futura del mondo vitivinicolo regionale e non di candidati”.

“Ho evitato di rilasciare interviste fino ad ora per non alimentare polemiche e dibattiti sterili. Non ci devono essere veti, bisogna lavorare su programmi condivisi”, aggiunge, “il mio auspicio personale è che a portare avanti la linea programmatica sia una persona che ha maturato esperienza negli ultimi anni. Poi sarà compito dei soci formare un cda compatto e maturo”.

“Gli obiettivi sono comuni”, insiste Di Campli, “a volte sembra che ci siano vedute diverse, ma quando si va a fondo non è così, tanto che in tutte le nostre assemblee, anche le più partecipate, le proposte vengono approvate quasi all’unanimità”.

“Nel corso dell’ultima assemblea”, ragiona il presidente, “mi sembra che non ci sia stata una reale distinzione tra i privati e le cooperative, ma si voglia raggiungere i medesimi obiettivi. Citra, ad esempio, approvato una delibera di Consiglio d’amministrazione affermando chiaramente che non ci sono preclusioni affinché il mondo familiare si possa autodeterminare individuando anche il presidente e il gruppo è disposto a sostenerlo. Un’apertura più grande di questa credo sia difficile da immaginare!”.

“Anche da parte del presidente di Tollo mi pare ci sia stata questa apertura”, aggiunge Di Campli, “non vedo un dualismo quanto piuttosto la necessità di parlare di argomenti e territori”.

“Sul fronte promozionale”, rivendica il presidente uscente, “il Consorzio è impegnato ormai da anni in attività volte, da un lato a riposizionare verso l’alto le nostre denominazioni, dall’altro a supportare le nostre cantine nel trovare nuovi sbocchi commerciali. Oggi è fondamentale avere idee e lavorare con una progettualità a medio termine al fine di intercettare le migliori opportunità. Il Consorzio ha avviato da tempo un piano di lavoro capace di moltiplicare le risorse a disposizione per fare in modo che il brand Abruzzo sia sempre più qualificato. Oltre alle consuete fiere di settore come Vinitaly e Prowein, che sono state rinnovate ed ampliate dando maggiore lustro e visibilità all’Abruzzo, siamo attivi con degustazioni, b2b, eventi in tutti i mercati dove il consumo di vino è consistente, dall’Europa al Nord America, fino all’Asia. Negli ultimi 4 anni, a parità di contribuzione dei produttori, il Consorzio Vini d’Abruzzo è riuscito a triplicare gli investimenti in promozione internazionale grazie all’acquisizione di risorse aggiuntive a carico dell’Unione europea”.

“Tutto questo anche in un periodo come quello della pandemia, in cui ci si è dovuti riorganizzare e, nonostante la situazione stravolta, con le dovute nuove modalità siamo riusciti a migliorarci”. E sciorina alcuni numeri degli ultimi due anni: “32 eventi, 126 masterclass, 14 incoming, 6 road show, 14 fiere, 21 work around tasting, 16 b2b, 9 promotional lunch, diversi corsi di formazione sui Vini d’Abruzzo nei mercati asiatici, 2 restaurant week e altre iniziative nei ristoranti, come a New York, o in Giappone dove per un mese in 150 ristoranti si è bevuto il nostro Montepulciano, e si farà la stessa cosa a giugno prossimo a San Francisco”.

“Il bilancio del Consorzio”, rileva Di Campli, “da un milione di euro è passato a circa 4 e questo, lo sottolineo, con la stessa identica contribuzione da parte dei soci. È stato implementato perché oggi attingiamo a bandi comunitari che moltiplicano le nostre risorse. Nel frattempo abbiamo investito molto in attività di tutela, soprattutto dopo lo storico contenzioso vinto con il Consorzio Nobile di Montepulciano chiusosi nel 2018 sull’uso del termine Montepulciano, a seguito del quale il Consorzio sta provvedendo a registrare in tutto il mondo le proprie denominazioni ed il proprio marchio. È stata ampliata notevolmente la vigilanza, anche online, e ci si sta prodigando affinché nuove norme non consentano un utilizzo del termine Montepulciano a danno dei produttori d’Abruzzo che hanno investito e lavorato da oltre cinquant’anni per costruire un patrimonio collettivo a cui in pochi allora credevano”.

E respinge al mittente le critiche, pure raccolte da questo giornale, dalla mancanza di trasparenza alla poca condivisione delle scelte: “L’approccio di chi afferma di non conoscere i nuovi disciplinari è strumentale, perché si fa finta di non comprendere le procedure che sono lunghe e complesse e sono state avviate nel 2018. Le assemblee si sono svolte tra maggio 2018 e gennaio 2019 con un’ampia partecipazione e, a distanza di due anni, lo scorso febbraio abbiamo organizzato altre riunioni territoriali per rinfrescare la memoria su quello che sarebbe stato discusso il 2 e 3 marzo al Ministero con l’approvazione definitiva”.

Sulle unità di conto, che qualche produttore ha chiesto che venissero rese pubbliche per comprendere a fondo il “peso” di ciascun elettore e quindi gli equilibri interni, Di Campli spiega che data la delicatezza del tema, il consiglio d’amministrazione si è avvalso del parere di un legale e dopo attenta analisi ha deciso di non diffonderle per “evidenti motivi di riservatezza, perché vanno contemperati due diritti importanti come quello alla trasparenza da un lato e quello alla privacy dall’altro”.

L’obiettivo ora, per Di Campli, è quello di “lavorare per creare un gruppo che abbia una visione unitaria su quelli che sono i programmi di sviluppo del Consorzio e sia rappresentativo di tutti i territori. La sintesi si può sicuramente trovare, ma bisogna partire da un programma condiviso per poi arrivare alla rosa dei candidati, che siano tra quelli già in lizza o altri del tutto nuovi (senza riaprire termini ma con un meccanismo che lo renderebbe possibile, ndr)”.

Il presidente uscente, infine, sgombera il campo dalle sue ambizioni: “In questo momento sono candidato al cda, ma ho chiaramente detto che il mio impegno per il futuro non potrà essere lo stesso del passato, ho sin troppe cose da portare avanti e l’impegno nel Consorzio è fondamentale e non si può svolgere in modo part-time. Il contributo del sottoscritto è propositivo, qualunque dovesse essere il mio ruolo”. (m.sig.)

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