Da una a cinque stelle, tutti i segreti delle classificazioni degli hotel
di Serena Leo
BARI – Requisiti e servizi, queste sono le due parole guida che dobbiamo tenere a mente quando si parla di alberghi, classificazioni e stelle. Certo, perché non è tutto un Bruno Barbieri che gira hotel e affini, pronto a dire la sua e, certamente, non saranno gli influencer – più o meno autorevoli – a dare un giudizio marchiato a fuoco. Fuori c’è la realtà che, si sa, è più barbosa e infarcita di burocrazia all’italiana, anche quando si parla di luce e ombre dell’hospitality. Andiamo quindi, alla scoperta dei criteri che deve avere un hotel da 1 a 5 stelle, luxury compreso.
Iniziamo col dire che la classificazione dedicata agli alberghi non è nata di recente, piuttosto è il prodotto di una normativa antica. Infatti era il 1925 quando il primo Regio Decreto sull’argomento ha messo dei paletti suddividendo le strutture in categorie, dalla basic alla più lussuosa, lasciando le locande e pensioni in un campionato a parte. Successivamente ci sono state delle modifiche, fino ad arrivare alla normativa odierna applicata, il Decreto del 21 ottobre 2008 in materia di “Definizione delle tipologie dei servizi forniti dalle imprese turistiche nell’ambito dell’armonizzazione della classificazione alberghiera”. All’interno sono stati stilati parametri specifici che enti nazionali e territoriali devono seguire per svolgere al meglio il proprio lavoro di ispezione e controllo. Come è ovvio non mancano le eccezioni che ogni regione può mettere in campo qualora si tratti di zone protette da specifici vincoli storici e paesaggistici.
Passiamo al dunque, cioè, come funziona nello specifico l’attribuzione. Ci sorprenderà sapere che c’è una parte di autocertificazione da compilare. Infatti va compilata una domanda che l’albergatore, all’apertura della struttura, deve allegare alla Scia da presentare al Suap del comune in cui si opera. In questa sede si autocertifica il possesso dei requisiti previsti per 3 o 5 stelle. Il tutto avviene con moduli forniti dalla regione di appartenenza. In seguito saranno gli ispettori incaricati ad effettuare controlli d’ufficio direttamente sul posto, verificando lo stato dell’arte.
È tutta una questione di dettagli quando si parla di alberghi “stellari” e sono proprio questi a fare la differenza e, assicuriamo, molti non riusciamo a notarli, ma può capitare che, a volte, siano proprio lampanti. Di base bisogna guardare alla superficie delle camere, zone comuni, cambio biancheria, la fornitura nei bagni le cosiddette amenities di cui andiamo pazzi (cuffiette da doccia, mini bagnoschiuma, saponette che finiscono inevitabilmente in valigia poiché sono incluse nel prezzo della stanza) reception, numero di stanze, bagni in comune o meno, ascensore, servizi e non solo. Un occhio va dato anche alle strutture storiche e ai tanto amati, a volte tollerati fino a un certo punto, restauri conservativi che possono essere non sempre proprio confortevoli. Perché diciamocelo, la presa di corrente vicino il comodino oggi, è fondamentale.
Partiamo dalle basi, cioè dall’unica stella. Da 1 stella non ci si aspettano grandi acrobazie però, gli standard minimal del buon vivere ci devono essere. Tra i requisiti previsti si deve assicurare una stanza doppia da almeno 14 metri quadrati e il bagno deve misurare almeno 3 metri quadrati. Quest’ultimo può o può non essere privato, però se è comune deve avere una finestra, viceversa in camera necessita solo di una ventola per l’areazione forzata. Il ricevimento attivo per almeno 12 ore su tutta la giornata, la camera sistemata una sola volta al giorno e il cambio della biancheria, per lo stesso ospite, viene garantita una sola volta a settimana.
Gli alberghi con 2 stelle contemplano stanze da 14 metri quadrati e 3 dedicati al bagno. Non deve mancare una sala comune dedicata al servizio ristoro, ascensore e reception attiva per 12 ore. devono essere dotati di ascensore e di una sala adibita a punto ristoro, generalmente a colazione. Lenzuola e federe si cambiano almeno due volte in una settimana e gli asciugamani, invece, tre volte.
Le 3 stelle si conferiscono se la reception è attiva 16 ore su 24 ore ed è assicurata una seconda lingua in accoglienza. Il facchinaggio si garantisce solo durante gli orari di attività del desk. Deve essere disponibile un servizio bar attivo per almeno 12 ore, con personale annesso, e garantito il servizio in camera da attivare su richiesta del cliente. Non può mancare, ormai ovunque, una connessione wifi, phon e amenities come bagnoschiuma, cuffiette e saponette che , come sempre, vanno dritte dritte in valigia perché, alla fine dei conti, le abbiamo pagate. In camera ci deve essere il televisore e se non c’è la scelta va sottolineata dall’albergatore, generalmente per assicurare la quiete della struttura. Sparisce l’eventualità del bagno in comune. Può accadere che, in alcune regioni ci siano tre stelle superior che contemplano qualche comfort in più.
Gli alberghi a 4 stelle devono assicurare una reception bilingue attiva 16 ore su 24, con servizio di facchinaggio attivo e portierato notturno. Le camere, esclusivamente con bagno privato, devono misurare almeno 15 metri quadri quando si parla di doppia. Il cambio biancheria si effettua tutti i giorni, però è possibile richiedere un approccio eco-friendly sostituendoli ad intervalli differenti. Il servizio di parcheggio va assicurato almeno per il 50% delle camere e in ognuna di queste non deve mancare mai wifi, poltrona, frigobar, colazione e aria condizionata. Nella struttura si contempla almeno una sala riunioni.
Arriviamo al tanto agognato albergo a 5 stelle che deve assicurare una reception sempre attiva con addetti che assicurino 3 lingue, un servizio di portineria notturna e bar attivo 16 ore su 24. Non può e non deve mancare la sala ristorante, sala riunioni e sala lettura comune o angolo relax, un parcheggio che copre almeno l’80% delle camere. La camera doppia deve misurare almeno 16 metri quadrati e il bagno 5 metri quadrati, ovviamente esclusivo. La pulizia viene effettuata anche due volte al giorno. La categoria 5 stelle lusso invece, assicura standard internazionali come una dimensione maggiore delle camere, impianti sportivi, piscina, spiaggia privata con servizi, contesti ambientali particolari, servizio di altissima qualità, strutture antiche, arredi compresi. Una vera pacchia, insomma.
E per gli 5 stelle luxury o superior, ci fanno sognare da sempre. È l’ideale di una vacanza perfetta, ma come possiamo immaginare, non è alla portata di tutti e non è facile trovarlo. bisogna aggiungerci ulteriori dettagli come camere con una superficie di almeno 14 metri quadrati per le singole e 20 metri quadrati per le doppie. I bagni sono completamente attrezzati di tutto il necessario, comprese le amenities di tutto rispetto e, ogni camera, dispone di una rilassante vasca idromassaggio. Non mancano coccole che proprio non dimenticheremo mai e che ci faranno ripensare sempre a quel mitico soggiorno, anche a distanza di anni. All’interno di queste strutture di livello superiore sono presenti sale riunioni e ristoranti di alto profilo, a volte anche stellati, quindi dalla colazione alla cena ogni piacere del palato può essere soddisfatto. Inutile dire che ogni camera dispone di un parcheggio riservato. Infine si prendono speciali precauzioni per ridurre al minimo il rumore interno. Il fine è garantire un ambiente tranquillo e silenzioso per tutti gli ospiti.
La verifica e l’attestazione di un albergo nell’intervallo da 1 a 5 stelle ha una validità quinquennale. Può accadere però – e succede molto più spesso di quanto si pensi – che un albergo offra servizi non adeguati al numero di stelle concesso, tipo un servizio bar non attivo quando previsto, un bagno non adeguato agli standard minimi o una stanza da dimenticare. A questo punto cosa si fa? L’anima da ispettore che è in noi ci porterebbe a lamentarci, ma verso chi? È possibile fare una segnalazione presso l’Ufficio relazioni con il pubblico del comune in cui opera l’hotel in cui soggiorniamo. Inoltre è possibile recarsi presso lo Sportello unico per le attività produttive (SUAP) territorialmente competente. Ovviamente ci saranno gli ispettori che andranno a controllare, o almeno si spera.
Un ultimo cenno va fatto ai prezzi, perché ogni hotel ha il suo. Questi vengono decisi in maniera arbitraria dall’albergatore, stagione dopo stagione. È necessario comunicarli annualmente all’ente territoriale competente indicando il prezzo minimo per una camera e il massimo garantito. L’utente finale può trovare una tabella suddivisa per periodi e stagioni nell’ingresso di ogni stanza. In tempo di caroprezzi e carovita, chissà cosa ci aspetta per la prossima estate quando decideremo di prenotare il prossimo albergo più o meno stellare. Intanto ora, occhi aperti verso le vacanze 2024 e il tariffario che potrebbe impazzire da un momento all’altro.
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