Dall’alimentazione alla cosmetica: il virtuoso riutilizzo degli scarti dell’olio di oliva parte dall’Umbria
UMBRIA – L’olio è un bene inestimabile. Alla base della cucina mediterranea è uno degli ingredienti principe delle grandi ricette italiane. I motivi sono molteplici e includono le sue grandi proprietà nutrizionali e la radicata presenza nella cultura nostrana. L’olio, però, non si utilizza solamente in cucina e trova impiego anche nel settore cosmetico.
Sono molte le aziende italiane che hanno iniziato a dedicarsi a questo ramo vedendolo come una sfida a cui dedicarsi anche per uscire dagli schemi che vedono l’olio extravergine di oliva legato univocamente al settore alimentare.
L’Umbria è diventata negli anni un importante centro in cui trovare aziende virtuose e studi volti all’utilizzo degli scarti di lavorazione di questo prodotto in campo cosmetico.
Per seguire la rotta green che ormai è alla base di uno sviluppo sostenibile su ogni fronte, l’Università di Perugia ha intrapreso a partire dal 2020 degli studi su come riutilizzare scarti di lavorazioni enogastronomiche: ci ha lavorato un gruppo guidato da Luana Perioli del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche e dedicato al progetto “CosmEtici. Preparazione di formulazioni cosmetiche a base di sottoprodotti della birra e materie prime naturali della regione Umbria”.
In queste ricerche ha avuto un ruolo centrale l’olio, grazie alle sue proprietà, ma anche per trovare una soluzione ecologica tale da eliminare alla radice gli elevati costi di smaltimento degli scarti. I risultati hanno dimostrato la molteplice valenza dell’olio extravergine d’oliva, incluso l’ambito del benessere.
Sulla scia di questo studio e seguendo le nuove richieste del mercato che vedono i consumatori sempre più attenti a ciò che acquistano, diverse aziende locali hanno iniziato a specializzarsi in queste produzioni che pongono, non solamente gli scarti, ma l’olio stesso al centro di questa scommessa bio-ecologica.

Olio in purezza
Bio perché il requisito fondamentale per la realizzazione di cosmetici naturali è proprio la presenza di questa certificazione, come conferma a Virtù Quotidiane Francesco Suatoni, titolare dell’omonimo frantoio di Amelia, in provincia di Terni: “Nella cosmetica abbiamo iniziato nel 2014, perché volevamo avere qualcosa che, come ingrediente primario, avesse il nostro olio extravergine di oliva biologico. In commercio si trovano tanti cosmetici con questa base, ma raramente sono biologici”.
L’attenzione al consumatore non si fonda sulle sole esigenze del mercato, ma anche sulla qualità del prodotto offerto: “La cosa più importante di questi prodotti è che, essendo completamente naturali, possono essere utilizzati da persone con particolari esigenze dermatologiche. Grazie al nostro olio extravergine di oliva biologico e al suo alto contenuto di acido oleico, la concentrazione di sostanze come la vitamina D ed E, polifenoli, fitosteroli, clorofille e carotenoidi, il prodotto risulta essere ideale in applicazioni cosmetiche”.
Per quanto riguarda le lavorazioni, “l’olio in questo processo viene centrifugato ad una velocità molto alta insieme agli altri prodotti in modo da avere un legame stabile delle particelle che compongono la crema stessa”.
“Nel nostro specifico caso”, aggiunge, “utilizziamo il prodotto principale che è l’olio, si utilizzano anche le acque di vegetazione che sono contenute nelle olive, e le foglie stesse, proprio per ottimizzare il processo e ridurre gli scarti effettivi”.

La sansa
Scarti che includono sansa, polpa, acqua di vegetazione, foglie e residui di potatura. Considerando che la totalità di questi elementi va a costituire ogni anno in Italia più di 230.000 tonnellate di rifiuti, è bene dare il giusto valore a chi ha trovato una soluzione al problema dello smaltimento.
Le tecniche di estrazione dei principi attivi da questi elementi non saranno invasive a livello ambientale in quanto prive di solventi e altri materiali dannosi e impattanti. Saranno, invece, una risorsa fondamentale per ricavare da un residuo inutilizzabile delle nuove materie prime.
A tal proposito è doveroso citare chi, come il Frantoio Bartolomei di Terni, accanto alle linee di prodotti cosmetici riesce anche a dare nuova vita al nocciolino di sansa, elemento in genere eliminato, tuttavia ottimo come combustibile naturale, privo di additivi tossici ed ecologico nelle classiche stufe a pellet domestiche . Un’economia circolare ormai collaudata, solo da divulgare e diffondere, perché no, includendola in un nuovo modo di intendere il turismo esperienziale del benessere.

La linea cosmetica del Frantoio Bartolomei
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