I B&B D’ABRUZZO VANNO AL TAR CONTRO LA REGIONE


PESCARA – Un ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar) “per trovare risposte e soluzioni eque di fronte ai dubbi e alle forzature normative che la categoria si trova ad affrontare con i conseguenti aggravi economici e burocratici”.

Lo ha presentato l’associazione Abruzzobnb, che svolge da tempo un prezioso lavoro di sostegno e presenza nei territori d’Abruzzo a favore della categoria dei B&B.

“Un’esperienza nata dal basso – si legge in una nota – e dall’impegno volontario di operatori del settore che in modo del tutto indipendente e con propri mezzi hanno creato una rete di rapporti, un proprio logo di qualità e un sito internet per la promozione turistica (www.abruzzobnb.it)”.

“Il gruppo nasce e si sviluppa già nel 2012 sotto la spinta di una crescita esponenziale di questo tipo di attività familiare di accoglienza turistica e non, che attualmente in Abruzzo annovera più di 1.300 strutture, ma sono dati che ogni giorno continuano a crescere”.

“Ci troviamo di fronte a un fenomeno di accoglienza che genera numeri di presenze e un’economia sempre più importanti per la nostra Regione e che coinvolge soprattutto le zone interne e montane, rispondendo anche a una esigenza di mancanza di sbocchi lavorativi nelle aree colpite da terremoti e altre calamità”.

“Ed è proprio per questa ragione – prosegue la nota – che abbiamo ritenuto di iniziare un confronto con le istituzioni regionali per aprire un tavolo ed elaborare assieme un percorso di aggiornamento normativo (l’attuale legge che disciplina i B&B in Abruzzo risale al 2000). Questo percorso, incominciato con la precedente amministrazione regionale, doveva continuare con l’attuale Assessorato al Turismo”.

“Purtroppo nonostante le numerose richieste di incontro inviate al nuovo assessore, i numerosi comunicati stampa, la nostra volontà di massima collaborazione espressa nelle varie sedi e durante i nostri convegni, l’attuale amministrazione ci ha completamente ignorati, non rispondendo a nessuna delle nostre sollecitazioni”.

“Di fronte alla totale chiusura del nuovo assessorato e vista la necessità di dare una più aggiornata regolamentazione della normativa in vigore (Istituzione di un protocollo standard per l’apertura di un B&B in Abruzzo – tutela del marchio B&B – classificazione delle strutture in base ai servizi offerti – regole adeguate all’accoglienza familiare per il servizio di prima colazione – valorizzazione dei prodotti tipici territoriali – sostegno e formazione degli operatori), pur rimanendo sempre fiduciosi in un’apertura da parte della Regione e disponibili al confronto, abbiamo dovuto per forza di cose agire, e abbiamo già notificato alla Regione Abruzzo il ricorso al Tar per trovare risposte e soluzioni eque di fronte ai dubbi e alle forzature normative che la categoria si trova ad affrontare con i conseguenti aggravi economici e burocratici”.

“Riteniamo – spiega l’associazione – che questa possa essere un’occasione per arrivare finalmente ad un riordino complessivo del settore turistico abruzzese e siamo certi che l’Assessorato al Turismo non voglia farsi sfuggire l’occasione aprendo un canale di comunicazione stabile con la nostra Associazione e con altre realtà presenti nel territorio, per dare voce e riconoscimento ad un settore in crescita costante che è in grado di offrire più di 6.700 posti letto in tutta la Regione, che rappresentano ca. il 13% dell’offerta complessiva”.

“Tutti i gestori di bed and breakfast abruzzesi possono partecipare a questa importante e delicata iniziativa che interessa tutti, dando il loro contributo e fornendo suggerimenti per il miglioramento e l’adeguamento della normativa in vigore, info@abruzzobnb.it“.