Cronaca 13 Nov 2020 12:40

I BUSINESS PIÙ COLPITI DAL LOCKDOWN E LA PAURA DI NUOVE CHIUSURE

I BUSINESS PIÙ COLPITI DAL LOCKDOWN E LA PAURA DI NUOVE CHIUSURE

ROMA – Dopo quello della scorsa primavera, responsabile di aver messo in crisi una parte consistente delle attività produttive italiane, con l’autunno torna la minaccia di un secondo lockdown.

Le misure di contenimento volte a rallentare la diffusione dei contagi e la crisi economica generata dall’epidemia di coronavirus hanno avuto e continuano ad avere pesanti conseguenze sul tessuto imprenditoriale italiano. È quanto emerge in maniera chiara da uno studio dell’Inapp, l’Istituto per l’analisi delle politiche pubbliche, che ha approfondito l’entità con cui la chiusura forzata delle attività ha impattato sulle aziende e sui lavoratori.

Complessivamente, il 47,3% – quasi la metà – delle imprese operative in Italia è stato penalizzato dalle restrizioni. A seguito delle disposizioni attuative del 21 marzo 2020, protrattesi fino al 3 maggio, oltre 2 milioni di attività ritenute non essenziali per la filiera produttiva italiana sono state costrette a sospendere i lavori. Se a questo si aggiunge il crollo della domanda di beni e servizi e l’incertezza che ancora affligge il contesto economico non solo nazionale, è facilmente intuibile quanto possa ancora essere lento e discontinuo il percorso di ripresa.

I settori più colpiti dall’emergenza coronavirus

Scommesse e gioco d’azzardo – In Italia, così come nel resto del mondo, alcuni business sono stati maggiormente impattati dalle restrizioni e dalla flessione della domanda conseguenti all’introduzione delle misure finalizzate al contenimento della pandemia. Si pensi all’industria del betting, costretta per la prima volta, lo scorso marzo, a confrontarsi con lo stop quasi totale agli eventi sportivi imposto dall’emergenza Covid. Ma anche a quella del gioco d’azzardo, che ha assistito a un significativo e considerevole spostamento dell’utenza dalle sale da gioco fisiche a quelle virtuali.

D’altronde, come si legge nella guida ai migliori casinò online sicuri e affidabili redatta dagli esperti di truffa.net, oggi come oggi esistono diversi operatori online dotati di regolare licenza Adm (ex Aams) in grado di fornire servizi per un’esperienza di gioco coinvolgente sia da desktop, sia da dispositivi mobili come smartphone e tablet. Costretti a non uscire a seguito dell’introduzione del decreto #iorestoacasa, molti Italiani avevano trovato nel gioco da remoto un passatempo per distrarsi e assicurarsi una giusta dose di divertimento e adrenalina. Ne è la prova quanto emerso da una ricerca condotta dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa. L’indagine ha infatti evidenziato che, soltanto nel mese di marzo, è stato aperto il 35% in più degli account di gioco rispetto a quelli del mese precedente.

Turismo e leisure – L’incertezza generatasi a causa del nuovo coronavirus non ha risparmiato una delle industrie più grandi e importanti dell’intero Pianeta. Focalizzando l’attenzione sull’Italia, a marzo 2020 le ricerche sul travel anno su anno hanno segnato un -50,68% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (fonte: ByTek, agenzia di performance marketing). Per servizi di trasporto come taxi, bus & rail e car rental sono state registrate diminuzioni dei volumi di ricerca pari al 60% in meno di quelli di marzo 2019. Nello stesso mese, l’interesse del web verso l’hospitality (viaggi, hotel) si è ridotto in una percentuale che oscilla tra il 50% e il 46%. A essere impattato è stato anche il business del leisure: dallo studio ByTek si evince che a soffrire maggiormente del calo di interesse da parte degli utenti sono stati i parchi divertimento. Se confrontate con quelle effettuate nei 12 mesi precedenti, le ricerche online sul tema nel mese di marzo 2020 sono calate del 65,85%.

Sport e fitness – Il lockdown ha presentato un conto salato anche all’intero comparto dello sport. Secondo i dati dell’International fitness observatory, in Italia la chiusura delle palestre ha messo a rischio 200mila posti di lavoro. E si teme che la situazione possa peggiorare con la seconda ondata di contagi ormai alle porte e con il nuovo Dpcm che ha da poco imposto un ulteriore stop alle attività delle palestre e delle piscine.

L’Italia nella fase 2 aveva dimostrato di saper resistere meglio di altri Paesi europei alla recrudescenza dell’epidemia. Tuttavia, il recente incremento esponenziale della curva dei contagi ha reso necessario il ricorso a nuove restrizioni. Il Governo è atteso da una nuova e cruciale sfida per tentare di frenare la corsa del virus, senza soffocare la lenta ripresa delle attività già duramente colpite dal primo lockdown.


Sostieni Virtù Quotidiane

Puoi sostenere l'informazione indipendente del nostro giornale donando un contributo libero.
Cliccando su "Donazione" sosterrai gli articoli, gli approfondimenti e le inchieste dei giornalisti e delle giornaliste di Virtù Quotidiane, aiutandoci a raccontare tutti i giorni il territorio e le persone che lo abitano.