Piper, a Santa Croce Camerina l’evoluzione di un’icona sul mare: trent’anni di musica, stile e oggi una cucina che vale il viaggio
SANTA CROCE CAMERINA – Non sono molti i luoghi capaci di attraversare il tempo senza smarrire la propria identità. Il Piper di Torre di Mezzo è uno di questi. Affacciato sulla spiaggia di Santa Croce Camerina, nel ragusano, da ventotto stagioni continua a reinventarsi, accompagnando l’evoluzione dell’estate siciliana senza perdere il legame con la propria storia.
Nato nel 1999 da un’idea di Franco Chessari, al quale si è affiancato dopo il socio Gabriele Cannata, il Piper ha scritto una pagina importante del divertimento in riva al mare, diventando negli anni un punto di riferimento per migliaia di siciliani e non solo.
“Siamo nati come stabilimento balneare, ma il nostro vero core business era la musica e lo stare insieme”, racconta Chessari. “Abbiamo cavalcato tutte le onde musicali e culturali che si sono susseguite in questi trent’anni”.
Sul palco del Piper sono passati alcuni dei protagonisti della scena elettronica europea. Grandi eventi, dj internazionali, migliaia di persone sulla sabbia fino a notte fonda hanno reso questo tratto di costa ragusana una meta cult per gli appassionati della nightlife.
Oggi, però, il Piper guarda ancora avanti. “Ci siamo evoluti seguendo i tempi. Siamo sempre stati un passo avanti e continuiamo a esserlo”, dice Chessari con l’orgoglio di chi, in un settore dove le gestioni cambiano continuamente, è rimasto nello stesso fazzoletto di sabbia dal 1999.

La svolta è arrivata negli ultimi anni con una proposta gastronomica sempre più ambiziosa. Accanto alla tradizionale anima beach club è cresciuto un ristorante che punta sulla qualità delle materie prime e su una cucina di mare contemporanea, costruita insieme al food & beverage manager Angelo Di Stefano.
In cucina ci sono due cuochi: Andrea Firullo, chef executive e anche sushi chef, e Gabriele Nicastro. Mentre il barman è Gianluca Burgio.
“Non volevamo più limitarci al panino o all’insalata da spiaggia. Abbiamo ampliato l’offerta, mettendo al centro l’eccellenza delle materie prime e un servizio curato. Oggi chi arriva qui può trascorrere un’intera giornata, dal mattino fino al tramonto, vivendo un’esperienza completa”.
Anche il pubblico è cambiato. Le giornate scorrono all’insegna del relax, mentre dal tardo pomeriggio il beach club si anima con dj set, cocktail e musica, mantenendo quell’atmosfera glamour che ha sempre contraddistinto il Piper.
Nel frattempo la location è diventata anche una delle più richieste per matrimoni, eventi privati e ricevimenti affacciati sul mare. Una trasformazione naturale, senza tradire il proprio Dna.
“Ogni anno ricostruiamo tutto. Il mare, la salsedine e il vento non fanno sconti, ma è anche questo il bello del nostro lavoro”, sorride Chessari. “Prima o poi scriveremo un libro su questa avventura. Magari per il trentesimo anniversario”.
E a giudicare dal team di giovani che vi lavorano con entusiasmo l’avventura è tutta da vivere. Guardando il mare di Torre di Mezzo, è facile capire perché il Piper continui a essere molto più di un semplice lido: è un luogo dove il gusto incontra la musica, il design dialoga con il paesaggio e ogni estate aggiunge un nuovo capitolo alla storia.
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