Il concorso Vini Territorio di San Michele all’Adige ritorna, quest’anno premierà anche le bollicine Doc Trento con oro, argento e bronzo
di Serena Leo
SAN MICHELE ALL’ADIGE – Come di consueto il 21 e 22 maggio torna il concorso enologico Vini e Territorio, ma con diverse novità. Oltre alla classica competizione che vede bianchi e rossi della regione darsi battaglia, quest’anno la rassegna si fa proprio più frizzante grazie alla parallela valutazione che vedrà le bollicine doc Trento protagoniste di una premiazione a punti.
La tradizione spumantistica trentina quindi, richiede maggior spazio anche sulla base del trend positivo che insegue la bollicina in Italia e all’estero. Come sempre a firmare il concorso che guarda alla Piana Rotaliana è il Centro Istruzione e Formazione di San Michele all’Adige, con il patrocinio dei Comuni di San Michele, Mezzocorona e Mezzolombardo e la collaborazione di Assoenologi sezione Trentino e sezione Alto Adige, Museo etnografico trentino e Consorzio Turistico Piana Rotaliana Königsberg assieme al Consorzio di tutela vini del Trentino.
“Mi aspetto la stessa alta qualità che si è confermata edizione dopo edizione del concorso. Quest’anno sono stati raggiunti ben 153 vini iscritti, un importante risultato che vede Trentino e Alto Adige essere presenti con sempre più prodotti d’eccellenza”, analizza Andrea Panichi, docente di enologia e responsabile dei Concorsi enologici della Fondazione Mach, tenendo il punto su ciò che verrà sottoposto alla commissione d’assaggio di esperti, incaricata di giudicare i campioni.
La crescita quantitativa è il sintomo di un settore che vuole ancor di più proporsi al consumatore consapevole e migliorarsi mettendosi alla prova.
Il concorso quest’anno vede la novità del premio dedicato al Doc Trento metodo classico. Nella giornata del 20 maggio infatti, si celebreranno le bolle provinciali che dovranno conquistarsi medaglie d’oro, d’argento e bronzo. Un’assoluta novità che mette il punto sulle bollicine come settore in crescita.
“Nelle scorse edizioni è sempre stato proposto il comparto provinciale degli spumanti, ma la novità è che quest’anno la valutazione a punteggi genererà delle medaglie. Da 82 a 85 punti i vini riceveranno la medaglia di bronzo, mentre da 86 a 89 ci sarà l’argento. Con più di 90 o più punti si concorrerà per l’oro. All’assaggio ci saranno 71 doc Trento. L’obiettivo è quello di far conoscere ancor più questa doc – continua Panichi – Non mancheranno tipologie con affinamento da 24, 30, 36 mesi, insieme alle categorie brut, extrabrut, dosaggio zero. Questi prodotti freschi che accompagnano dall’aperitivo alla cena, si dimostrano versatili e sono preferiti dal consumatore, ma non solo. Sono state ammesse anche le tipologie di 40, 48, 60 mesi e più, prodotti dalle note eleganti e persistenti. Il doc Trento merita ancor più attenzione perché è un prodotto poliedrico in qualsiasi sua espressione”.
Altro protagonista è il Teroldego Rotaliano che mette il punto sul fatto che anche il Trentino possa essere considerato una regione con un buon parterre di vini rossi, e non solo bianchi. Un lavoro iniziato dalla vigna e dalla lungimiranza dei produttori che, in questi anni, hanno saputo interrogarsi su come essere d’appeal per il consumatore sempre più informato, ma anche alla ricerca di nuovi prodotti da bere, e che siano di nicchia.
“In questi anni”, ricorda Panichi, “molto è stato fatto, possiamo affermarlo con certezza. Se nelle prime edizioni si trovavano Teroldego valenti ma con stili completamente differenti tra di loro, oggi c’è uno stile quasi univoco, riconducibile al territorio. Se nelle prime edizioni si evidenziava maggiore individualità, a lungo andare è stata riscontrata la coralità”.
Complici i movimenti associativi e i consorzi che guardano nella direzione della promozione ragionata, il Teroldego sta vivendo una stagione di rinascita in piena crisi di rossi. Un dato in controtendenza che afferma quanto la nicchia e l’esclusività a scaffale premi.
La premiazione tradizionale, spumanti compresi, avverrà il 4 giugno. Il concorso Vini Territorio si presenta come opportunità per promuovere la qualità dei vini provenienti dai vitigni autoctoni o dalle interpretazioni territoriali delle varietà internazionali.
“Ci auguriamo di trovare ancora una qualità alta nelle varietà autoctone o che si possano considerare tali come lo Chardonnay che torna in valutazione. Abbiamo altre espressioni straordinarie del territorio come le varietà a bacca bianca Traminer, Sauvignon Blanc, Kerner, interessanti per il mercato. Terremo ancora il punto sui rossi come Merlot e Teroldego, cercando di valutare la direzione presa della Schiava. Il vitigno autoctono quasi dimenticato in regione, negli anni sta tornando a splendere e ad avere un’interpretazione locale franca ma ancora in via di definizione. Vogliamo rivalutarla come vino trentino e altoatesino a tutti gli effetti”, conclude il responsabile dei Concorsi enologici della Fondazione Mach.

Andrea Panichi
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