LA SERA DEL VITELLO, A GUARDIAGRELE LA DEGUSTAZIONE CON LE CARNI DELLA MACELLERIA DI ROMANTINO E I VINI DI SIPIO


GUARDIAGRELE – I vini della cantina Di Sipio e la carne di vitellone della macelleria di Romantino di Guardiagrele (Chieti) sono stati i protagonisti della degustazione che si è tenuta venerdì sera in piazza San Francesco, in collaborazione con Slow Food Majella-Guardiagrele.

Il ricco menu proposto da Antonio Panaccio e Angela Di Giovanni, titolari della storica macelleria guardiese, è stato un crescendo di sapori tradizionali, spesso dimenticati dalla frenesia della cucina moderna.

Questi i piatti proposti e sapientemente realizzati con passione e maestria dalla signora Angela che li ha preparati seguendo, e rivisitando, la ricetta autentica delle massaie della sua famiglia: insalatina di nervetti di vitellone con Fagiolo tondino del Tavo; lingua di vitellone con salsa tonnata; carpaccio di vitello marinato e Cipolla bianca di Fara Filiorum Petri; trippa con Fagiolo tondino del Tavo, Pomodoro a pera d’Abruzzo e Peperone dolce di Altino; gnocchi al ragù di coda di vitellone e Pomodoro pera d’Abruzzo; cappello del prete brasato al Montepulciano d’Abruzzo.

In tavola anche l’olio Intosso dell’azienda agricola Tommaso Masciantonio di Casoli.

A chiusura del menu è stato servito il morbido al mascarpone con Fico reale di Atessa accompagnato dal Vino cotto di Roccamontepiano.

“La nostra carne di vitello proviene da allevamenti locali e ha una frollatura dai 30 giorni in su – ha spiegato Antonio Panaccio, che è anche docente dell’Accademia di Niko Romito, la scuola di formazione dedicata al mondo della ristorazione e dell’alta cucina – . Questo permette di avere una carne di qualità e della quale si esaltano perfettamente i profumi”.

La macelleria di Romantino – che porta il nome del papà di Antonio – è un’attività storica a Guardiagrele. Nata nel 1968, oggi è anche gastronomia e ristorazione.

Cinquant’anni caratterizzati dalla ricerca attenta e dall’attenzione alla lavorazione delle carni hanno fatto conquistare ai titolari l’appellativo di cultori e valorizzatori della carne.

I piatti del menu della sera del vitello sono stati abbinati ad una selezione di vini della cantina Di Sipio di Ripa Teatina (Chieti): il Brut Rosè Metodo Classico con minimo 36 mesi di affinamento sui lieviti; il Setterose Cerasuolo, un vino dalla storia romantica, realizzato con uve Montepulciano vinificate in bianco; il Cerasuolo Di Sipio affinato in barrique, uno dei prodotti più identificativi dell’azienda; il Montepulciano Di Sipio, tra i primi vini prodotti dalla cantina.

“Mettiamo il massimo impegno nelle cose che facciamo – spiega Paolo Di Sipio – dalle vigne al calice, tenendo fede al principio della trasparenza”.

Una filosofia, questa, portata avanti da quasi vent’anni dal fondatore dell’azienda Nicola Di Sipio, papà di Paolo. La produzione, arricchita dalla prestigiosa figura dell’enologo Romeo Taraborrelli,  è una filiera che si ripete con meticolosa attenzione in ogni passaggio. Dalla raccolta delle uve all’imbottigliamento e all’etichettatura. Tutto fatto con professionalità e passione.

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