L’AQUILA, APPELLO ALLA “NORMALITÀ” IN CENTRO STORICO


L’AQUILA – “Anche a Milano si abbattono e si ricostruiscono palazzi, ma nessuno si sognerebbe mai di chiudere le strade senza termine come succede, ad esempio, per la nostra via Sassa, la via più antica di L’Aquila”.

Così l’associazione Città di Persone, animata da residenti, professionisti e commercianti interviene nel dibattito in atto tra gli attori della vita sociale aquilana “per affermare con convinzione – scrive in una nota Roberta Gargano – che, a dieci anni dal sisma, L’Aquila non è più un grande cantiere ma è una città abbastanza ricostruita”.

“Abbastanza per dover garantire normalità a chi vive nel centro storico, a chi lavora nel centro storico, a chi commercia, nonché ai proprietari immobiliari che per vendere o affittare i propri immobili hanno bisogno di condizioni di vivibilità”.

“Il ‘modello L’Aquila’ ha, in qualche modo, funzionato, se centinaia di persone sono tornate nelle loro case, negli studi o aperto negozi, il ‘modello L’Aquila’ però deve oggi affrontare la seconda fase di un percorso che certo non ha goduto di programmazione a 360 gradi”, fa osservare ancora la Gargano.

“Gli enti territoriali e le associazioni di categoria tutte devono lavorare per garantire la perfetta convivenza tra cantieri, residenze e professioni soprattutto nelle porzioni di città dove la vita sociale è tornata”.

“I cantieri, sia quelli della ricostruzione sia quelli dei sottoservizi, possono avere regole e programmazione in modo da interferire solo positivamente nella vita della città – continua la presidente dell’associazione – . Nessuno pretende che la ricostruzione diventi invisibile, ma in tanti pretendiamo di vivere il periodo della nostra vita umana su strade, seppur provvisoriamente asfaltate, pulite, illuminate, senza cavi dell’alta tensione ad altezza finestre, con i sottoservizi che passano nelle strutture dei sottoservizi, con i mezzi pesanti che transitano, ad orari prestabiliti, solo nelle strade più ampie e con trasbordo per i vicoli abitati, con il rimessaggio dei mezzi delle ditte in aree appositamente adibite esterne al centro storico e con parcheggi per i residenti come avviene in tutte le città del mondo”.

“Come associazione Città di Persone, costituita tra residenti, commercianti e professionisti, proponiamo di aprire una fase di concertazione tra tutte le componenti, siamo grati per le azioni già messe in campo e chiediamo piccole soluzioni immediate: parcheggi per residenti e parcheggi orari a rotazione per i fruitori del centro storico, lavaggio quotidiano da parte dei cantieri delle strade su cui insistono, regolamentazione per carico, scarico e mezzi pesanti, illuminazione pubblica, isole di conferimento dei rifiuti e, nelle zone ricostruite, arredo pubblico definitivo con cestini, segnaletica e corpi illuminanti”.

“Conosciamo le professionalità dell’Ufficio Ricostruzione del Comune, abbiamo sperimentato la disponibilità del livello politico, abbiamo stabilito rapporti oramai di amicizia con gli imprenditori e le maestranze che stanno materialmente ricostruendo la nostra città, siamo certi che la convivenza sia possibile e necessaria, aiutiamoci”, conclude Roberta Gargano.