L’AQUILA, UNO DEI GESTORI SANZIONATI: FARÒ RICORSO, REGOLE POCO CHIARE


L’AQUILA – “Abbiamo infranto le regole perché un avventore stava bevendo una bottiglietta d’acqua all’interno del locale, non è consentito ed è giusto che veniamo sanzionati, ma dopo essere stati chiusi per mesi e dopo aver riaperto da pochi giorni mi sarei aspettato un’ammonizione, anche una sanzione ma non la sospensione della licenza che mi obbliga a chiudere di nuovo!”.

Così Ortensio Di Luzio, che insieme ai fratelli Aldo e Angela gestisce uno dei tre locali sanzionati e fatti chiudere in Piazza Regina Margherita, all’Aquila, per violazione delle norme anti-Covid riscontrate durante alcuni controlli nella serata di venerdì scorso.

“Faremo ricorso, ma per chiarire quali sono le regole perché secondo il mio avvocato ci sono diverse sentenze che dicono altro”, spiega a Virtù Quotidiane, “è la prima sanzione che riceviamo perché siamo molto attenti, ma in molte situazioni è difficile controllare i comportamenti delle persone”.

“Il ricorso al giudice di pace”, spiega l’avvocato Maria Leone, che sta curando quello che sembra essere il primo ricorso del genere in Abruzzo, “si basa sui pareri espressi da autorevoli costituzionalisti, da ultimo il presidente della Corte Costituzionale Giancarlo Coraggio che ha esplicitamente affermato che la Costituzione prevede che se venisse dichiarato lo stato di guerra al governo sarebbero conferiti tutti i porteri, ma la stessa cosa non può essere per analogia riferita allo stato di emergenza attualmente in vigore, e su un’ordinanza del tribunale di Roma che ha dichiarato illegittimi i dpcm”. (m.sig.)

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