Cronaca 08 Apr 2022 20:33

L’INTUIZIONE DI SARRA E LA COOPERATIVA ALTOPIANO DI NAVELLI CHE HA SALVATO LO ZAFFERANO DELL’AQUILA DOP

NAVELLI – “La leggenda vuole che lo zafferano sia arrivato a Navelli nel XIII secolo grazie al monaco Santucci che si trovava impiegato nel tribunale dell’inquisizione in Spagna, dove era già molto diffusa la coltivazione dello zafferano in seguito alla dominazione araba, e ritenne che nel suo paese natale potessero esserci le condizioni ideali per coltivarlo. Adattò il metodo di coltivazione alla nostra zona e fu un successo perché sin da subito fu ritenuto il migliore al mondo e fu apprezzato in diversi mercati”.

Le parole di Massimiliano D’Innocenzo, presidente del Consorzio di tutela dello zafferano dell’Aquila Dop, aprono il reportage fatto di racconti, volti e testimonianze sui cinquant’anni della Cooperativa Altopiano di Navelli, che mezzo secolo fa mise insieme i produttori della pregiata spezia.

Il video, un prodotto unico, destinato a rappresentare un autentico documento storico per le future generazioni, è stato presentato stasera al Municipio di Navelli. Finanziato dal Comune e dalla Fondazione Carispaq, è stato prodotto da Virtù Quotidiane e realizzato da Giovanni Sfarra.

“Negli anni successivi alla seconda guerra mondiale”, racconta D’Innocenzo, “c’era molto zafferano proveniente dall’estero, venduto a prezzi molto inferiori per cui i mercanti non lo raccoglievano più e le famiglie iniziavano ad avere grandi quantità di zafferano invenduto. Non ritenendo più la coltivazione un’attività redditizia si iniziarono addirittura a dare i bulbi da mangiare agli animali. In questo contesto emerge la figura di Silvio Salvatore Sarra, che domandandosi come fosse possibile che per sette secoli lo zafferano avesse fatto la fortuna del territorio e della città dell’Aquila e allora nessuno lo volesse più e si rischiava addirittura di far scomparire una tradizione secolare, ebbe l’intuizione di mettere insieme i produttori”.

Nel reportage si alternano i racconti di Valentino Di Marzio, presidente della cooperativa, e Angelo Sarra, nipote di Silvio e presidente della Fondazione Sarra, le testimonianze di Carmine Marroccella, tecnico del laboratorio analisi della Camera di Commercio Gran Sasso, e Filippo Rubei, della commissione per la certificazione Dop.

E poi gli interventi del sindaco di Navelli, Paolo Federico, di quello dell’Aquila, Pierluigi Biondi, della presidente della Camera di Commercio del Gran Sasso Antonella Ballone.

“Non fu facile all’epoca convincere i produttori”, ricorda Di Marzio, “lo zafferano si vendeva ma a bassissimo costo, c’era diffidenza nei confronti della cooperazione e ciascuno pensava a vendere il proprio prodotto a una lira in più dell’altro. C’è voluto più di un anno a convincere quaranta produttori a mettersi insieme e fondare la cooperativa”.


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