LO SCRIGNO PAPALE DEL RISTORANTE LO SCALCO È IL PRIMO PIATTO CHE CELEBRA L’ARRIVO DI FRANCESCO ALL’AQUILA


L’AQUILA – È una crespella che racchiude i tesori d’Abruzzo – scamorza e tartufo dell’Aquila e seppia dell’Adriatico su una marinara di pomodoro rosso, rapa e alici – il primo piatto dedicato a Papa Francesco, che arriva all’Aquila il 28 agosto per aprire la Porta Santa della Basilica di Collemaggio. Si chiama Lo Scrigno papale, è stato servito in anteprima ieri sera in occasione della cena-evento per la presentazione del libro I Papi e Celestino V di Angelo De Nicola e porta la firma di Giovanni Ippolito, del ristorante Lo Scalco di Piazza San Pietro, coadiuvato da Sylwia Rokosz.

Il ristorante, che tramanda la lunga tradizione ristorativa nata nel lontano 1935 con Delfina, a Pizzoli, ha offerto ai commensali un mutamento del menù degustazione, partendo da quello che era stato pensato lo scorso anno in occasione della presentazione di un altro libro di De Nicola, Dante, Silone e la Perdonanza, e arrivando a una proposta che contiene due nuovi piatti: oltre a quello che celebra l’arrivo del pontefice, una crema di formaggio alle erbe con insalatina di cetrioli, pomodorini appassiti e crumble salato.

Per iniziare, invece, un entree dedicato all’amatriciana, con una versione fredda della celebre ricetta (“Come uscire dall’amatriciana”), tagliatelle di seppie con crema di piselli e maionese all’acqua (“Seppie e piselli”) e ricotta del parco mantecata con noce moscata e calamari scottati al limone (“Mucca e calamaro”).

È un menù mare-monti, in cui i sapori della tradizione aquilana si contaminano con quelli della cucina marinara, che è stato suggerito dalle fatiche letterarie di De Nicola, giornalista e scrittore di lungo corso. Lo Scrigno papale, in particolare, nasce dalla crespella che Lo Scalco aveva già in carta, ripiena di scamorza, funghi porcini e zafferano.

“Un percorso di degustazione che potremmo chiamare ‘da Giulianova all’Aquila’, che abbiamo voluto inserire nel menù per allargare i nostri tradizionali confini culinari”, dice Massimiliana Ippolito, terza generazione di Delfina, che gestisce la sala assieme al sommelier Stefano Colella e Gabriele Ciocca. “La cucina aquilana, per quanto possiamo rivisitarla e attualizzarla, è in qualche modo circoscritta, per questo abbiamo pensato di inserire i prodotti di mare, ampliando gli orizzonti di Delfina cui i nostri clienti sono abituati da oramai 87 anni”.

Il menù degustazione, che subisce leggere variazioni durante l’anno per assecondare la stagionalità della materia prima, avrà da oggi stabilmente in carta i nuovi piatti, a partire da Lo Scrigno papale. Un percorso di 5 portate per viaggiare attraverso i profumi ed i sapori di un fantastico territorio, chiuso da un semifreddo all’amaretto dell’Aquila con frutti di bosco e ratafia e riduzione di aceto balsamico.

Durante la partecipata serata di ieri, Sabrina Giangrande ha interpretato le letture dal libro I Papi e Celestino V di De Nicola.

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