“LOCKDOWN ENERGETICO”, SI ABBASSANO LE PRIME SARACINESCHE ALL’AQUILA


L’AQUILA – La Ferrari Daytona SP3, camuffata da taxi, gira per piazza Duomo passando davanti alle telecamere di Top Gear, l’esclusivo programma della Bbc. L’auto dal valore di circa due milioni di euro, si ferma davanti alle porte dei Due Magi, il locale diffuso aperto da Marco Carosone e Giuseppe Cipollone. Il motore rombante fa breccia nel silenzio di quell’angolo di piazza. Un silenzio che resterà tale, almeno sino alla prossima primavera: sulle vetrine compare il volantino con l’immagine una lampadina e le parole “Lockdown energetico”. In basso, la scritta “arrivederci a primavera” appunto.

Quello dei Due Magi costituisce solo un esempio di attività nel centro storico a fare i conti con i rincari sulle bollette e sulle materie prime. Alcuni locali scelgono di fermarsi ancora prima di accendere i riscaldamenti. A parlare di grandi difficoltà in tal senso è stato Daniele Stratta, presidente provinciale della Fipe Confcommercio parlando di uno stop immediato di cinque attività, inclusa quella dei Due Magi che ha scelto di fermarsi ora per abbattere le spese dei mesi invernali. “Altre quattro sono pronte a chiudere e altre rischiano di aggiungersi alla lista”, ha detto Stratta.

“Così rischiamo di interrompere il processo di rinascita del centro storico dell’Aquila, che si ritroverà sempre più povero di servizi. Mentre si punta a uno sviluppo, andiamo invece incontro alla desertificazione”, ha detto ancora Stratta. Il caro energia sta assumendo il profilo di una vera emergenza con costi che nel giro di un anno sono triplicati e con prospettive di ulteriore peggioramento.

“Il locale di cui sono socio”, spiega Antonello Tresca del Vermuttino, “lavora con dei costi di gestione relativamente bassi. Eppure, la bolletta dell’energia elettrica è passata nel giro dell’estate da 500 a 2mila euro. Praticamente, la differenza rappresenta grosso modo il costo dello stipendio mensile di un dipendente. Questo provoca ripercussioni sulla qualità degli affari che predisponiamo: sino ad ora, il costo energetico aveva un’incidenza limitata nel budget. Ora porta i gestori a calibrare gli acquisti, magari riducendo lo stoccaggio, se non altro per le spese nel mantenimento dei frigoriferi, ma soprattutto per la disponibilità limitata di risorse”.

Le misure del Governo, al momento, non sono sufficienti e le associazioni di categoria sono in attesa di una risposta per avere il potenziamento dei crediti, anche per scongiurare il rischio usura per chi si trova ad affrontare delle cifre da pagare nel giro di pochi giorni. Neanche il Comune riesce a dare al momento risposte soddisfacenti.

“Oggi il Comune non può stanziare fondi a sufficienza per ristorare tutte le attività”, spiega sul Centro il vicesindaco Raffaele Daniele. “Una misura del genere sarebbe del tutto inefficace per le stesse attività. Più utile a tutti – alle attività come al territorio – sarebbe invece una nuova manovra strutturale come quella già fatta, che preveda misure per agevolare la burocrazia e l’occupazione di suolo pubblico, ma anche la realizzazione di eventi, così da aumentare movimento e incassi delle attività”.

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