MARATONA FERROVIARIA DEI “SASSI”, DA ROMA A MATERA PASSANDO PER L’ABRUZZO


AVEZZANO – La Primavera della Mobilità Dolce 2022 sta per finire. Dopo i tanti eventi di questa edizione, dalla presentazione a “Fa la cosa giusta!” dell’Atlante della Mobilità Dolce insieme a Rete Ferroviaria Italiana, alla Giornata della Ferrovie delle Meraviglie, insieme a Fondazione FS, dedicata alle tante manifestazioni e celebrazioni lungo le linee ferroviarie turistiche in giro per l’Italia, e l’incontro online per la presentazione del dossier Futuro sospeso sui “rami secchi” ferroviari, la chiusura è lasciata alla Maratona Ferroviaria. Questo anno si punta a Sud, coprendo, nell’arco di tre giorni, il percorso che separa Roma da Bari, toccando le città di Avezzano, Cassino, Caserta, Benevento, Foggia, Potenza e infine Matera.

La Maratona Ferroviaria, giunta alla sua VIII edizione, percorre in treno o con altri vettori di trasporto pubblico locale le linee secondarie attraverso l’Italia, prendendo contatto lungo il percorso con le varie realtà locali, associative ed istituzionali, dimostrando al tempo stesso come sia possibile spostarsi attraverso il territorio nazionale senza necessariamente dipendere dall’automobile.

Si parte giovedì 16 giugno dalla Stazione Tiburtina alla volta di Avezzano, e dopo un breve incontro con le associazioni abruzzesi si punta su Cassino via Sora, dove salirà a bordo la rappresentante del Comitato Salviamo la Ferrovia Avezzano Roccasecca, Rosaria Villa che ha difeso con successo la linea, minacciata negli anni scorsi di chiusura. Arrivati a Cassino, ci sarà una breve rievocazione della battaglia del 1944, decisiva per la liberazione di Roma a cura di Massimo Ferrari. Poi si riparte per Caserta, dove Gennaro Bernardo dell’Associazione Europea dei Ferrovieri (AEC) si aggiungerà alla delegazione; proseguimento per Benevento con arrivo alle 20,40. Cena con le locali associazioni, tra cui Angelo Verderosa console per il Touring Club Italiano, Pietro Mitrione dell’Associazione In Loco Motivi che ha promosso la riapertura e la valorizzazione della ferrovia Avellino–Rocchetta.

Il giorno dopo si prosegue sulla linea trasversale “coast to coast” che presto sarà doppiata dalla nuova AV Napoli–Bari. A Foggia incontro con Michele Pesante dell’Associazione Tratturi e Transumanze, con visita agli archivi dell’Ufficio Tratturi. Qui la delegazione si divide, una parte punta a Lucera per provare una delle rare linee locali riaperte al Sud, dopo quasi mezzo secolo di abbandono (esempio virtuoso); una seconda parte farà invece una puntata di andata e ritorno fino a Manfredonia, per percorrere una linea che viene aperta solo in estate e per la quale è stata ipotizzata la discussa trasformazione in busvia (esempio negativo). Nel pomeriggio proseguimento con bus sostitutivo fino a Melfi e Potenza Superiore, stazione riconvertita da Legambiente nella prima Green Station italiana e visita alle scale mobili di cui il capoluogo lucano detiene il primato europeo.

Nella mattinata di sabato 19 si riparte per Ferrandina e proseguimento in bus per Matera. Visita alla nuova stazione progettata dall’architetto Boeri e discussione sul collegamento FS da Ferrandina previsto dal Pnrr. Nel primo pomeriggio, trasferimento a Bari sulla linea delle Ferrovie Appulo Lucane, ove la delegazione si saluterà per tornare alle proprie rispettive città.

La delegazione è formata da Anna Donati, portavoce dell’Alleanza per la Mobilità Dolce, Massimo Ferrari e Marco Gariboldi di UTP Assoutenti, Massimo Bottini di Italia Nostra, Silvio Cinquini e Luca Guerranti di Federazione Italiana Ferrovie Turistiche e Museali (FIFTM), Pino Colombi, Max Veneroni e Fulvio Pellacani.

“Sarà un modo per verificare l’intermodalità delle stazioni e l’efficienza delle connessioni di traporto pubblico locale che sono alla base del rilancio e della sostenibilità sociale delle aree interne del paese – ha dichiarato Anna Donati, portavoce Amodo – di incontrare le associazioni presenti sui territori e ragionare sui progetti di potenziamento delle ferrovie per la mobilità efficiente del Sud del paese”.

Una sorta di test dei presupposti dell’Atlante della Mobilità Dolce, cioè l’individuazione delle stazioni più intermodali e più interconnesse, tra le oltre 3.000 stazioni ferroviarie attive, con la Mobilità Dolce, e cioè le 28 linee ferroviarie turistiche, i 12.000 km di sentieri, i 83 cammini (per un totale di circa 23.000 km), i 18.000 km di greenways e ciclovie.

“Il patrimonio ferroviario, costituito dalla rete, le infrastrutture, gli edifici di servizio, la storia e le persone che ne fanno parte, è una realtà importante del Paese – ricorda Massimo Bottini, referente Italia Nostra. – Gli Stati Generali del Patrimonio di Archeologia industriale, organizzati in questi giorni a Roma da Aipai, hanno ribadito questo concetto e mostrato l’interesse dei ricercatori internazionali per il modello italiano”.

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