“NATALE SENZA AMAZON”, LA LEZIONE ARRIVA DAI FRANCESI: PRIVILEGIARE I NEGOZI


L’AQUILA – Una petizione sta avendo uno straordinario successo in Francia ed è auspicabile che quello che si chiede venga applicato prima di tutto dai singoli, anche in Italia. Riguarda la scelta di prediligere i negozi, le piccole realtà produttive, le filiere corte, anziché rivolgersi al web per gli acquisti per i regali di Natale.

“Caro Babbo Natale, quest’anno prendiamo l’impegno di un Natale senza Amazon”, comincia così la petizione lanciata lanciata da decine di personalità francesi, tra cui la sindaca di Parigi Anne Hidalgo e il leader degli agricoltori José Bové, contro lo strapotere della piattaforma americana nella vendita e consegna di oggetti di consumo, soprattutto in tempi di lockdown.

“Quest’anno festeggeremo #NoelSansAmazon. Ci impegniamo a non comprare alcun regalo su questa piattaforma. Faremo a meno di questa impresa predatrice di posti di lavoro (per un impiego creato da Amazon ce ne sono tra 2,2 e 4,6 distrutti sui nostri territori), predatrice di commercio, predatrice di terre (se contiamo i depositi Amazon oggi allo studio, l’azienda occuperà da sola due milioni di metri quadrati di terre in Francia, ovvero l’equivalente di 185 campi da calcio!), predatrice di aiuti pubblici, utilizzatrice di infrastrutture pubbliche senza partecipare al loro finanziamento”, si legge ancora nella petizione dai toni duri.

Come d’altra parte è durissima la fase che il commercio sta vivendo, in Francia come in Italia, dopo il lockdown e con le attuali restrizioni che, in regioni come l’Abruzzo, hanno portato a una nuova serrata generale. Restano sì aperti bar e ristoranti, ma solo per il servizio da asporto e domicilio e con un’utenza pressoché azzerata.

Con lo scattare della zona rossa, da oggi in Abruzzo chiudono oltre 8.200 bar, ristoranti e pizzerie e 555 agriturismi con un forte impatto sulle produzioni agricole regionali dall’olio al vino, dai formaggi al tartufo a causa del crollo dei consumi fuori casa e una conseguente fortissima perdita di fatturato.

Ecco che è il momento di mettersi una mano sulla coscienza, favorendo le realtà che fanno vivere città e paesi, contro quella che nella petizione francese viene definita “concorrenza sleale” del gigante fondato da Jeff Bezos.

Acquistare in botteghe, negozi di vicinato e aziende agricole è il minimo che si possa fare in questo momento per far sopravvivere la già fragile economia locale.

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