“OGGI NON COMPRATE FRUTTA E VERDURA”, LO SCIOPERO SOLIDALE PER SOSTENERE I BRACCIANTI INVISIBILI


L’AQUILA – Con gli hashtag #fermiamoicarrelli e #nonsonoinvisibile si invitano quante più persone a non comprare frutta e verdura nei supermercati per sostenere la protesta pacifica dei braccianti “invisibili” che oggi incrociano le braccia per protesta contro la sanatoria varata dal Governo giudicata insufficiente.

“Cara consumatrice, caro consumatore, arriva un momento in cui bisogna parteggiare per difendere la comunità umana dalla pericolosa cultura della devalutazione della vita umana. Parteggiate con noi per i Diritti e la Giustizia sociale”. È questo il messaggio pubblicato dal sindacalista italo ivoriano Aboubakar Soumahoro che lancia l’invito a non acquistare frutta e verdura in segno di solidarietà con lo sciopero dei braccianti agricoli sfruttati e senza tutele.

Ma in cosa consiste la sanatoria? La misura fortemente voluta dalla ministra delle politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, prevede due possibilità per ottenere la regolarizzazione. Da un lato la contrattualizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici di nazionalità straniera, una scelta che, stando al decreto, sembra essere a discrezione dei datori di lavoro. Dall’altro lato, la possibilità per le persone  straniere presenti in Italia di richiedere un permesso di sei mesi per attesa occupazione, eventualmente convertibile in lavoro.

Quest’ultima possibilità tuttavia è riservata solo a chi ha il permesso di soggiorno scaduto dopo il 31 ottobre 2019 e a chi è in grado di dimostrare di aver già lavorato nei settori di agricoltura e allevamento, cura degli anziani e della casa. Tra l’altro, la richiesta è a pagamento.

Un provvedimento che riguarda oltre 200.000 persone che hanno lavorato in condizioni di sfruttamento con la connivenza dei “caporali” della criminalità organizzata. La situazione rimane al ribasso perché i contratti di sei mesi sono di fatto precari e non garantiscono nessun potere contrattuale ai lavoratori per uscire dalle condizioni di sfruttamento.

Come spiega Soumahoro: “Contestiamo che la regolarizzazione sia subordinata all’utilizzo delle braccia in determinati settori, che sia esclusiva di chi ha un permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019 escludendo gran parte delle vittime dei decreti sicurezza, che sia subordinata a un contratto di lavoro perché rende vulnerabili e ricattabili lavoratrici e lavoratori esponendoli allo sfruttamento”.

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