Cronaca 17 Dic 2022 13:12

PALAZZO FALCONI, ALL’AQUILA DIMORA DI LUSSO E SALONI PER EVENTI

PALAZZO FALCONI, ALL’AQUILA DIMORA DI LUSSO E SALONI PER EVENTI

L’AQUILA – Non il solito b&b ma un luogo di condivisione e scambio, capace di farsi fucina di saperi e talenti e salotto buono in cui far incontrare arte, cultura ed enogastronomia, teatro e danza, in una contaminazione che sovverta le origini dei palazzi signorili un tempo inviolabili. Nasce così Palazzo Falconi, nel cuore antico dell’Aquila, dallo spirito di Maria Paola Pandola, che lo ha ereditato dai suoi avi, e suo marito Andrea Salomone, romano, entrambi impegnati in produzioni televisive anche di successo.

Location privilegiata dove ambientare eventi, organizzare cene private o business event in totale riservatezza, o essere ospitati in una romantica suite con soffitti affrescati, Palazzo Falconi ha inaugurato ieri i propri spazi dopo il sapiente restauro post-terremoto che ha restituito tutta la bellezza dei suoi saloni.

Andrea frequenta L’Aquila da quando ha sposato Maria Paola, quindici anni fa, e lo scorso anno ha maturato l’idea di destinare ad accoglienza ed eventi questo gioiello del Barocco aquilano, aprendo le porte del piano nobile, 240 metri quadrati con una suite experience, due saloni, cucina e servizi.

“Il palazzo è stato acquistato nel 1900 da un avo di Maria Paola, proprietario terriero e allevatore”, racconta. “Un’estate particolarmente fredda, dopo qualche anno fece morire numerosi capi di bestiame e lui finì in difficoltà tanto che il palazzo andò all’asta e nessuno rispose per il grande rispetto e affetto che tutti nutrivano nei suoi confronti. Dopo mesi si è risollevato e ha ricomprato il palazzo”.

Una storia di grande riscatto, dunque. Caratterizzata anche da enormi sacrifici, considerando che per anni il nonno di Maria Paola visse in una parte del palazzo soppalcata, che quindi non rendeva visibili gli alti soffitti affrescati oggi tornati alla luce, ricchi anche di decorazioni in cui si innescano suggestivi giochi di luce in particolari momenti dell’anno.

Edificato nel 1664 da Tullio Falconio, a cui per un frequente errore di trascrizione deve il nome, il Palazzo si trova in via del Falco, nel quartiere di San Domenico, uno dei più antichi e più belli del centro aquilano, anche se quello probabilmente dove la ricostruzione è più indietro.

Regista di programmi di successo anche per la Rai, Andrea si ispira anche alle produzioni che ha curato per elaborare uno storytelling di successo: non a caso, in occasione dell’inaugurazione del palazzo, è stato lanciato #DiCosaSiamoCapaci, un progetto che racconterà storie virtuose, di passioni forti, di tradizioni e novità, storie d’amore del territorio abruzzese. Piccole eccellenze che possono essere di ispirazione per qualcun altro.

Il progetto ha come cornice Palazzo Falconi, un luogo che si propone di essere un contenitore di eventi culturali e di emozioni private. Nasce fra le mura del Palazzo, per lanciarsi e volare poi verso l’esterno. “In un modo innovativo”, spiega Andrea, “racconteremo le realtà che vivono nell’ordinario ma che hanno un che di straordinario, quel genere di persone che chissà perché ci si aspetta di trovare sempre dall’altro capo del mondo, e invece le scopri incredibilmente vicine. Persone che hanno un talento e che lo mettono a servizio per creare qualcosa di nuovo”.

I protagonisti di questo racconto svilupperanno insieme a giovani del territorio progetti di mostre fotografiche, spettacoli, eventi, con un duplice scopo: da una parte trasmettere ai ragazzi conoscenza, un’esperienza professionale e offrire una fonte di ispirazione; dall’altra creare insieme qualcosa di originale, unendo le forze, mixando competenza ed entusiasmo, per raggiungere, attraverso questi nuovi progetti, pubblici anche al di fuori dell’Abruzzo.

La miniserie che nascerà sarà crossmediale: le storie e i loro protagonisti saranno raccontati attraverso i quotidiani cartacei e online, le televisioni nazionali e locali, alimenteranno un hashtag sui social che tutti potranno vedere e commentare, saranno l’anima di un podcast. Storie locali con un fascino e una virtuosità che possano travalicare i confini.

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