Cronaca 04 Lug 2025 17:11

Piccoli, ribelli e autentici: l’Etna celebra i suoi vignaioli più coraggiosi

CATANIA – Due giorni intensi, il 28 e il 29 giugno, hanno sancito la riuscita della settima edizione di Piccolo è Bello, la manifestazione ideata dalla sommelier Agata Arancio e organizzata dall’Associazione Vitis Aurea, con il patrocinio del Comune di Catania e il sostegno della Regione Siciliana. Quest’anno oltre 80 cantine hanno animato gli spazi dell’Istituto incremento ippico per la Sicilia di Catania, tra degustazioni, scambi culturali e riflessioni sul futuro del vino, inclusi vini a bassa gradazione e prodotti tipici artigianali.

Virtù Quotidiane c’era per dare voce ai protagonisti di questa viticoltura eroica, fatta di persone prima che di marchi, che ogni giorno combattono contro le difficoltà del territorio per preservare biodiversità e tradizione. Essere piccoli, hanno raccontato, significa custodire la bellezza del saper fare artigianale, ma anche dover affrontare sfide enormi per emergere in un mercato globale sempre più competitivo.

Durante la manifestazione, spazio anche a momenti di approfondimento con convegni di alto livello: dalle innovazioni in vigna e cantina al tema della dealcolizzazione, passando per la sostenibilità e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Esperti come Daniela Fracassetti dell’Università di Milano, Elisabetta Nicolosi e Aurora Ursino dell’Università di Catania, insieme ad altri relatori, hanno portato contributi preziosi per il futuro della viticoltura siciliana.

E non solo vino: la manifestazione ha intrecciato cultura, fotografia, piccola editoria, e ha ospitato in anteprima il progetto Grande Madre Etna, i Belvedere dell’anima ideato dal mecenate Antonio Presti, pronto a “sbarcare” sull’Etna con un percorso artistico capace di riattivare un dialogo creativo e spirituale con la montagna.

Tra i piccoli produttori che hanno animato la settima edizione di Piccolo è Bello, c’è anche chi ha riscoperto varietà reliquia di straordinario valore. Come Angelo Di Grazia, che racconta con orgoglio il suo “Contatto Bianco”, un vino che nasce da un blend di Carricante — vitigno autoctono dell’Etna — insieme a tre antiche cultivar siciliane ormai rarissime: Recuno (dall’area tra Etna e Messina), Cutrera (originario del ragusano) e Rucignola (dal messinese). Un calice che custodisce memoria e identità, riportando in vita storie di vigne quasi dimenticate.

Un evento che ha dimostrato come “piccolo” possa davvero essere “bello”, se sostenuto da passione, visione e coraggio.


Sostieni Virtù Quotidiane

Puoi sostenere l'informazione indipendente del nostro giornale donando un contributo libero.
Cliccando su "Donazione" sosterrai gli articoli, gli approfondimenti e le inchieste dei giornalisti e delle giornaliste di Virtù Quotidiane, aiutandoci a raccontare tutti i giorni il territorio e le persone che lo abitano.