Tornano i trattori: tradizione, comunità e festa tra le colline della Val di Foro
di Narciso Cicchitti*
MIGLIANICO – Domenica scorsa, nella suggestiva cornice della contrada Montupoli, si è rinnovato uno degli appuntamenti più attesi della primavera abruzzese: la sfilata dei trattori, organizzata dall’Associazione culturale “Montupoli: tra Radici e Futuro”. L’iniziativa, che si inserisce nella tradizionale Fiera di primavera e nei festeggiamenti dedicati a San Rocco nel comune di Miglianico (Chieti), rappresenta un momento autentico di valorizzazione del patrimonio storico, culturale e rurale del territorio.
Fin dalle prime luci dell’alba, trattori provenienti da tutto il comprensorio della Valle del Foro, e non solo, si sono radunati lungo le vie della contrada. Un vero e proprio museo a cielo aperto: dai modelli d’epoca, “testa calda”, fino ai mezzi più moderni, tutti tirati a lucido e adornati con bandiere e coccarde. Prima della partenza, spazio a una colazione genuina e conviviale, a base di frittate e asparagi, che ha subito dato il tono alla giornata: semplice, autentica, profondamente legata alla terra.
Il corteo ha poi preso il via, snodandosi tra tornanti e rettilinei delle colline, fino a raggiungere piazza Umberto I a Miglianico, dove ad accogliere i trattoristi c’era un pubblico numeroso e partecipe. Applausi, sorrisi e curiosità hanno accompagnato l’arrivo dei mezzi, simbolo di un mondo agricolo che continua a rinnovarsi senza dimenticare le proprie radici.
La marcia è quindi proseguita per circa sette chilometri, con ritorno verso la frazione collinare, rinomata per la qualità dei suoi vini. In piazzetta San Giacomo, i partecipanti hanno potuto godere di una pausa ristoratrice offerta dal Consiglio direttivo dell’Associazione, tra sapori tipici e bevande della tradizione come il “mezz e mezz” – lo champagnino abruzzese e “lu vuscìc”, un vino leggero ottenuto dalla miscela di Montepulciano e Trebbiano d’Abruzzo.
A rendere ancora più ricca l’esperienza, uno street food che ha celebrato la cucina locale: verdurine di campo cucinati con i legumi, primi piatti della tradizione e l’immancabile porchetta, vera regina delle feste popolari. Non sono mancati i dolci tipici, tra cui le cancellate e i “Tòter montupolesi, piccoli coni fritti ripieni di una delicata crema dal sapore d’altri tempi. Il tutto accompagnato dalle coinvolgenti note folk dei “Ddu bbotte”, che hanno animato la giornata con musica e allegria.
Quella dei trattori è una tradizione che, pur evolvendosi, conserva intatto il suo significato più profondo: se un tempo il rito prevedeva la benedizione degli animali da soma per proteggerli e propiziare il raccolto, oggi il gesto si trasferisce ai trattori, strumenti indispensabili del lavoro agricolo moderno e simbolo di continuità tra passato e presente, che affida al santo la sicurezza e la prosperità delle attività nei campi.
Al di là dell’aspetto religioso, la manifestazione si conferma come un importante momento di aggregazione sociale, capace di rafforzare il legame tra uomo, natura e territorio. Un’occasione in cui la comunità si ritrova, condividendo valori, tradizioni e identità, spesso suggellati anche dall’offerta dei frutti della terra.
Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente dell’Associazione, Mario Giandomenico, che ha sottolineato il successo dell’iniziativa ed espresso l’auspicio che resti un appuntamento fisso della primavera, sempre più ricco e capace di attrarre visitatori e appassionati della storia della meccanizzazione agricola. Un ringraziamento speciale è stato rivolto a tutti i trattoristi partecipanti, ai ristoranti RistOfficina e Il Casolare e alle numerose famiglie della contrada che, con il loro contributo, hanno reso possibile la riuscita della manifestazione.
Un evento che non è solo festa, ma racconto vivo di una cultura che continua a camminare e a sfilare nel tempo.
*Docente di Enogastronomia e consigliere nazionale Fic
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