TRUFFA DELLA POSTEPAY A BAR E RISTORANTI, ALLARME ALL’AQUILA


L’AQUILA – Si mettono in contatto con il gestore offrendo il pagamento anticipato di una somma che i figli spenderanno in consumazioni presso il locale, ma quando il titolare va alle Poste inserendo allo sportello automatico un codice che gli è stato fornito, anziché un accredito riceve un addebito.

È la nuova trovata di alcuni malfattori che stanno mettendo a segno una serie di truffe ai danni di bar e ristoranti.

A denunciarlo è Daniele Stratta, presidente della Fipe Confcommercio della provincia dell’Aquila, che ha rischiato in prima persona di essere vittima del raggiro.

“Sono molto affabili e si informano prima sul menù e altri dettagli”, racconta Stratta che insieme al fratello Davide gestisce l’Enoteca Garibaldi nel centro storico del capoluogo, “non mi era mai successo prima, però ci capita di avere genitori che inviano soldi per le feste di compleanno”.

“In questo caso, invece, ci è stato detto che non potevano fare il bonifico, obbligandoci ad andare alle Poste, a inserire il bancomat allo sportello dove l’Atm chiede se ti vuoi far addebitare i soldi, ho fatto osservare che sarebbe dovuto essere il contrario ma mi hanno risposto di no e di confermare la richiesta automatica”.

Stratta è scampato alla truffa ma mette in guardia tutti gli esercenti.

La tecnica sembra collaudata e diffusa già in altre città e ruota tutta attorno alla creazione di un equivoco intorno alle modalità del passaggio dei soldi dal conto corrente alla Postepay, con l’utente che è convinto che sta effettuando un bonifico in suo favore, ma in realtà quella somma sta finendo sul conto del truffatore.

Ecco il sistema: una volta che il titolare del locale ha accettato la proposta e si reca allo sportello delle Poste, riceve una chiamata in cui gli viene detto di inserire il bancomat, di selezionare il circuito di pagamento e poi di selezionare “ricarica Postepay”. Il falso acquirente comunica quindi al venditore un numero di carta Postepay da inserire, ma lui afferma che si tratta del numero dell’ordine del prodotto. Al venditore verrà poi chiesto di selezionare la somma concordata per il prodotto e di confermare infine il pagamento, un’operazione che in realtà consentirà al falso acquirente di farsi accreditare l’importo sulla sua Postepay e di intascare illecitamente i soldi.

Sostieni Virtù Quotidiane

Puoi sostenere l'informazione indipendente del nostro giornale donando un contributo libero.
Cliccando su "Donazione" sosterrai gli articoli, gli approfondimenti e le inchieste dei giornalisti e delle giornaliste di Virtù Quotidiane, aiutandoci a raccontare tutti i giorni il territorio e le persone che lo abitano.