Cronaca 21 Gen 2026 15:55

Ue-Mercosur: passa il blitz al parlamento europeo, l’accordo va alla Corte di giustizia

Ue-Mercosur: passa il blitz al parlamento europeo, l’accordo va alla Corte di giustizia
foto Epa/Yoan Valat/Ansa

BRUXELLES – L’Eurocamera ha approvato con 334 voti a favore 324 contrari e 11 astenuti la richiesta di inviare il testo dell’accordo commerciale Ue-Mercosur alla Corte di giustizia dell’Unione europea per un parere legale.

Ora l’Eurocamera, per l’attuazione definitiva dell’intesa, dovrà attendere l’esame della Corte, che potrebbe prendere mesi. Solo dopo l’Eurocamera potrà votare la ratifica finale dell’accordo.

“La Commissione europea si rammarica per la decisione presa dal Parlamento europeo. Secondo la nostra analisi le questioni sollevate nella mozione del Parlamento non sono giustificate, perché la Commissione le ha già affrontate tali questioni” e “in modo molto dettagliato”.

“Non si tratta di questioni nuove, erano già state affrontate”, ha detto il portavoce della Commissione Ue Olof Gill interpellato sulla mozione approvata al Pe di chiedere un parere alla Corte di Giustizia dell’Ue sull’accordo con il Mercosur.

“La decisione del Parlamento europeo sull’accordo Mercosur è deplorevole. Essa non tiene conto della situazione geopolitica. Siamo convinti della legittimità dell’accordo. Basta con i ritardi. L’accordo deve essere applicato in via provvisoria”, ha scritto il cancelliere tedesco Friedrich Merz su X.

Dal canto suo il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, su X, ha scritto che “rinviando l’accordo Mercosur davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione europea, il Parlamento europeo si è espresso in coerenza con la posizione che abbiamo difeso: la Francia sa dire di ‘no’ quando serve e spesso la storia le dà ragione” aggiungendo che “la lotta continua per proteggere la nostra agricoltura e garantire la nostra sovranità alimentare”.

“Il voto odierno del Parlamento europeo non fa male solo alle imprese, fa male a tutta l’Europa. Il voto è sacro e Unione italiana vini si adegua pienamente al responso democratico, ma non possiamo non rilevare come questa decisione fotografi un’Ue spaccata in un momento storico caratterizzato da tensioni commerciali che richiederebbe invece la massima coesione”, ha detto il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi.

“I dieci voti di scarto in favore del ricorso – ha aggiunto Frescobaldi – senza un’approvazione in via provvisoria equivarrebbero a un congelamento dell’accordo fino a 18-20 mesi. Un ritardo che non ci possiamo permettere, ancor meno per il vino italiano che negli Stati Uniti chiuderà il 2025 con un calo attorno al 9%. Come ha giustamente ricordato oggi il ministro Lollobrigida, il Mercosur è un accordo vantaggioso non solo per l’industria ma anche per l’agricoltura, in grado di rafforzare il Sistema Italia dell’agroalimentare sia in chiave di mercato che di difesa dei nostri prodotti a marchio”.

Secondo Uiv, per ragioni storiche e culturali l’area sudamericana, che conta oltre 250 milioni di consumatori, rappresenta un contesto potenzialmente ricettivo per i vini europei e italiani. Oggi, ad esempio, i vini europei destinati al Brasile subiscono rincari fino al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti a causa dei dazi all’importazione: la progressiva eliminazione delle tariffe prevista dall’Accordo di partenariato potrebbe incidere sulla competitività delle imprese in un mercato che oggi – anche a causa delle tariffe – viaggia a bassi regimi. L’import di vino in Brasile sfiora infatti i 500 milioni di euro l’anno, mentre la quota italiana si ferma ad appena 40 milioni di euro, circa l’8% del totale.


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