Viticoltori abruzzesi in piazza coi trattori: è una nuova pandemia, interi vigneti rischiano di scomparire
VILLAMAGNA – Centinaia di produttori vinicoli abruzzesi si sono radunati coi trattori stamattina a Villamanga (Chieti), centro particolarmente rappresentativo per il comparto – uno dei comuni più produttivi custode della denominazione che, coi suoi 85 ettari, è una delle più piccole d’Italia – per alzare la voce contro Regione e governo a cui chiedono, prima di tutto, ristori immediati, sospensione dei mutui e finanziamento delle scorte dopo un anno che ha fatto registrare un crollo della produzione senza precedenti.
Il flagello della peronospora, malattia fungina che ha colpito indistintamente anche se con effetti peggiori proprio nella provincia di Chieti dove si concentra la grand parte della produzione regionale, non solo ha quasi annientato la produzione 2023 con numerose aziende che non hanno vendemmiato per niente, ma avrà ripercussioni anche sul futuro considerando che i suoi effetti sulle piante sono destinati ad avere una lunga coda. E con un danno non solo economico ma anche ambientale perchè il rischio concreto è quello che centinaia di ettari di vigneto vengano espiantati o abbandonati.
Come hanno ricordato molti degli intervenuti stamattina, tra cui l’enologo Miki Antonucci, il presidente della cantina Piandimare Carlo D’Onofrio, il presidente del Consorzio di tutela vini d’Abruzzo Alessandro Nicodemi e il presidente dell’associazione nazionale Città del vino Angelo Radica, che è anche sindaco di Tollo, nonché produttore conferitore che paga in prima persona sulla propria pelle gli effetti dell’anno nero della viticoltura, “siamo davanti ad un Covid vitivinicolo e non per nostra negligenza, per quaranta giorni non siamo potuti entrare in vigna!”.
“In Abruzzo siamo in oltre 15mila, quindi 15mila famiglie che fanno i conti con problemi di redditività”, ha detto Rocco Pasetti, dell’omonima azienda, “a causa di un fenomeno straordinario, che non dimostra l’incapacità dei viticoltori nell’aver perso la capacità di coltivare le vigne, ma la viticoltura ha subito un fenomeno metereologico di entità grandiose fino alla perdita del 70 per cento di prodotto”.
“Questa perdita fa menire meno le condizioni per continuare a coltivare la vite, che non è una coltivazione annuale o stagionale ma pluriennale”, ha fatto osservare ancora Pasetti. “La vigna non si può abbandonare per uno o due anni, la vigna si deve coltivare sempre e i viticoltori abruzzesi quest’anno la devono coltivare lo stesso, anche con rischi economici e dover ricorrere a prestiti bancari rappresenta un’ulteriore penalizzazione per il settore”.
I viticoltori parlano di “promesse di reale sostentamento mai concretizzatesi” e lo fanno senza distinzione di appartenenza, perché anche gli imprenditori che non hanno mai fatto mistero di essere in sintonia con l’area politica di governo non si fanno scrupoli a giudicare apertamente “inadeguati e scarsamente efficaci i provvedimenti finora maturati rispetto alle legittime richieste effettuate”.
E il presidio di oggi è stato solo una prova generale per manifestazioni ben più eclatanti, hanno annunciato: “Anche noi possiamo applicare il ‘metodo francese’, che non è quello della vinificazione ma della protesta”, hanno detto con riferimento proprio alla mobilitazione dei colleghi d’oltralpe che non più tardi di due mesi fa hanno protestato contro l’importazione di vino spagnolo low cost che spinge al ribasso il mercato.
Nel piazzale in contrada Val di Foro, presenti tra gli altri Cantina di Ari, Cantina CCDD Tollo, Cantina Colonnella, Cantina Colle Moro, Cantina Frentana, Cantina di Giuliano Teatino, Cantina Madonna di Loreto, Cantina Madonna dei Miracoli, Cantina di Miglianico, Cantina Nova Ripa, Cantina Paglieta, Cantina Piandimare, Cantina Pollutri, Cantina Progresso Agricolo, Cantina Rinascita Lancianese, Cantina San Giacomo, Cantina San Zefferino, Cantina Sincarpa, Cantina Tollo, Cantina Vacri, Cantina Villese, Cantina di Ortona, Cantina Villamagna, Consorzio Citra.
All’iniziativa hanno aderito anche Confcooperative Abruzzo, Daq distretto vino d’Abruzzo, Legacoop Abruzzo e Movimento Turismo del Vino, Assoenologi e la neonata Associazione Giovani Viticoltori Abruzzesi (Gva). (m.sig.)
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