Cultura 30 Giu 2025 13:38

“A Love Supreme”, a Capestrano chiude la rassegna jazz che guarda già alla quarta edizione

“A Love Supreme”, a Capestrano chiude la rassegna jazz che guarda già alla quarta edizione
foto Simonetta Caruso

CAPESTRANO – È solo un arrivederci alla prossima edizione il saluto che i promotori e musicisti del festival “A Love Supreme–Capestrano Incontri Jazz” hanno rivolto alla platea nutrita del concerto di domenica 29 giugno, a chiusura di una terza edizione che conferma il valore dell’iniziativa artistica originaria, nello scenario dell’Abbazia di San Pietro ad Oratorium a Capestrano (L’Aquila).

Nato grazie alla passione musicale di Nicola Capriati, che ne è ideatore e produttore, il festival è diretto artisticamente, sin dalla prima edizione, da Dimitri Grechi Espinoza, ed è stato sostenuto quest’anno dall’imprenditore Francesco Boari. Patrocinato dal Consiglio Regionale Abruzzo e supportato dall’Assessorato Regionale alla Cultura e dalla Fondazione Carispaq.

“Il bilancio di questa edizione di A Love Supreme – Capestrano Incontri Jazz è ancora una volta molto positivo. Ringrazio sentitamente il pubblico per la presenza costante nei tre concerti e per l’apprezzamento che ha mostrato verso questo progetto artistico. Ringrazio, inoltre, il mio amico e direttore artistico Dimitri Grechi Espinoza per lo stimolante e continuo scambio di idee. L’angolo di visuale di un sassofonista ideatore del progetto “Oreb – Il Significato Spirituale del Suono” quale è Dimitri, è fondamentale per un festival di questa natura. Un sentito grazie va ai Musei Archeologici Nazionali di Chieti-Direzione Regionale Musei Nazionali Abruzzo per la concessione dell’Abbazia Benedettina di San Pietro ad Oratorium, la sua immersiva spiritualità è scenario indispensabile per A Love Supreme-Capestrano Incontri Jazz; e, naturalmente sono grato ai prestigiosi musicisti che con la lo arte hanno onorato questa terza edizione”, commenta Nicola Capriati.

“Siamo molto soddisfatti di questa terza edizione e, guardando in prospettiva futura, ci piacerebbe riuscire a calare il festival nel contesto più interno del paese di Capestrano ed organizzare concerti nelle tante angolazioni caratteristiche e affascinanti”, aggiunge Dimitri Grechi Espinoza.

Quest’anno ad inaugurare la rassegna è stato il pianista Emanuele Arciuli, il suo concerto Sound-Gone ha interpretato in modo ecclettico il celebre standard Round Midnight di Thelonius Monk – fil rouge di quest’anno – facendoci viaggiare nel vasto continente americano dove abbiamo incontrato jazz impressionistico, sonorità etno-spirituali variazioni su Round Midnight e musica americana del Novecento.

È stata la volta poi del percussionista Gianluca Ruggeri ed il pianista Ivano Guagnelli che, attraverso il loro Midnight Whispers, hanno regalato vibrazioni notturne con brani dei compositori Ryûichi SakamotoArvo PärtJohn Cage e Roberta Vacca e una sorpresa finale con la soprano Rita Alloggia che ha toccato le corde più intime del pubblico con la sua interpretazione di My Heart’s in the Highlands di Arvo Pärt.

Infine, il chitarrista Giuseppe Continenza e il flautista Geoff Warren hanno creato un’atmosfera magica per il concerto Around Midnight-“The Journey”, un toccante dialogo tra chitarra e flauto con un’attenzione particolare all’improvvisazione per un’intensa esplorazione musicale del mistero e della notte.

Hanno collaborato all’evento l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila per i manifesti prodotti dagli allievi e le cartiere Favini; il Comune di Capestrano e la Proloco di Capestrano, lo Spazio d’arte multidisciplinare La Dama di Capestrano e la P.I.V.E.C. di Capestrano per i servizi di security e safety garantiti durante il festival.

Infine, la fornitura del pianoforte e il service audio e luci è stata ad opera di Domenico Matteucci.


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