“BARATTELLI”, MADDALENA CRIPPA ALL’AQUILA CON UN ECCEZIONALE ENSEMBLE


L’AQUILA – “Ovunque fuori dal mondo”: questa è la risposta che il compositore francese Claude Debussy, citando Baudelaire, dava a chi gli chiedesse dove avrebbe voluto vivere. Forse non tutti sanno che Debussy, autore che ha lasciato il segno nella composizione musicale mondiale fino ad oggi, fu anche scrittore e che, dopo la sua morte (25 marzo 1918), fu pubblicato il “Monsieur Croche antidilettante” una raccolta di suoi scritti di critica musicale.

Insieme all’Epistolario le due raccolte costituiscono un importante testimonianza della vivace cultura europea dei primi del novecento.

Da qui nasce il progetto a cura di Alberto Batisti, Mario Ancillotti e Matteo Fossi trova l’alternanza degli ultimi tre brani cameristici di Debussy con testi selezionati da Michela Landi ai quali si aggiunge “Le Temps retrouvé” di Marcel Proust.

Intreprete d’eccezione è la inconfondibile voce dell’attrice Maddalena Crippa, una delle più apprezzate artiste del teatro e del cinema italiano.

Lo spettacolo approda a L’Aquila, domenica 26 gennaio, all’Auditorium del Parco con inizio alle ore 18 nel cartellone della Società Aquilana dei Concerti “Bonaventura Barattelli”.

L’ensemble musicale è formato da professionisti di altissimo livello: Ekaterina Valiulina violino, Erica Piccotti violoncello, Alessia Luise arpa, Matteo Fossi pianoforte insieme a Simonide Braconi prima viola del teatro alla Scala di Milano e Mario Ancillotti flautista e musicista fra i più noti in Italia per la sua intensa attività anche di organizzatore.

Le ultime tre Sonate di Debussy, scritte in un periodo di grande difficoltà fra problemi di salute e la guerra ormai in corso, sono la sintesi del suo pensiero compositivo che trae origine da Rameau, punto di riferimento settecentesco e che, per l’eleganza e lo stile sorprendente, assumono, come si legge nella nota di presentazione dello spettacolo: “il valore di un atto di fede nell’arte e nello spirito, da parte di un musicista consapevole della propria fine imminente e di quella del proprio mondo, quello dei nazionalismi e delle guerre, volto alla ricostruzione morale, una volta uscito dalle rovine e dalla barbarie”.

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