“D’ANNUNZIO IL RIVOLUZIONARIO”, A PESCARA UNA GIORNATA DI STUDIO


PESCARA – Il 5 maggio 1915 Gabriele d’Annunzio, di ritorno da un volontario esilio francese di alcuni anni utile a sfuggire ai molti creditori che lo perseguitavano, rientrava in Italia per chiamare il suo popolo alla guerra.

Comincia da lì una “rivoluzione” d’idee e di azioni prima fatta di comizi e discorsi, poi di proclami e di interventi, poi di trincee e di bombe, che lo portarono ad essere il “Poeta armato” della prima guerra mondiale e, subito dopo, di quell’atto di insubordinazione all’ordine dei governi e delle diplomazie che fu il tentativo fallito della costituzione dello Stato libero di Fiume.

Per riconquistare Fiume, che i patti internazionali sottraevano alle aspettative italiane, il poeta di Pescara organizzò, nel 1919, una vera e propria “marcia su Fiume”, dove insediò una sorta di rivoluzionario governo provvisorio che, a partire dall’anno successivo, fu anche un grande esperimento di democrazia sociale, di libera espressione d’arte e di governo, insomma una sorta di “comunismo senza dittatura” i cui stilemi, motti, miti e riti furono poi assunti dalla successiva e, per più versi, estranea “rivoluzione fascista” del 1922.

“Una lite territoriale tutto sommato circoscritto nel panorama di immensi sconvolgimenti originato dalla Grande Guerra – ha scritto Maurizio Serra – non avrebbe avuto nessuna possibilità di attirare simpatizzanti e compagni di strada da tutta Europa, dall’Occidente e dal vasto mondo, fino alla Russia, alla Turchia, all’Egitto, all’India, al Giappone, se non avesse espresso un vero messaggio universale”.

In un certo senso l’impresa di D’Annunzio – sono parole di Pier Luigi Vercesi – “anticipava Charlie Chaplin e Che Guevara, la Guerra di Spagna e il Sessantotto, il movimento dei paesi non allineati e il rifiuto di un ordine mondiale pensato da Washington”.

Di questo e di molto altro si parlerà nel corso della giornata di studio “D’Annunzio, il rivoluzionario”, organizzata dalla Casa della poesia in Abruzzo, che si terrà sabato 19 ottobre presso l’aula magna del Liceo Scientifico Galileo Galilei di Pescara, sede di Via Amerigo Vespucci (dalle ore 10,00 alle ore 13,00) e presso la Libreria Feltrinelli, Via Trento (dalle ore 18,00 alle 19,30).

Al Liceo Galilei, dopo i saluti del preside Carlo Cappello, del sindaco di Pescara, Carlo Masci, dell’assessore alla cultura, Maria Rita Paoni Saccone e del presidente della Casa della poesia in Abruzzo–Gabriele d’Annunzio, Dante Arnaldo Marianacci, interverranno Angelo Piero Cappello, che introdurrà la giornata e farà da moderatore, Andrea Lombardinilo, con una relazione su “La Reggenza del Carnaro come laboratorio di comunicazione sociale”, Marco Patricelli, che ha intitolato il suo intervento “Da Versailles a Fiume”, e Raffaella Canovi, che chiuderà la mattinata con “La rivoluzione codificata: la carta del Carnaro”.

I lavori riprenderanno, alle ore 18,00, alla Libreria Feltrinelli con la presentazione del volume di Raffaella Canovi D’Annunzio e il fascismo. Eutanasia di un’icona (Bibliotheka Edizioni) e da una tavola rotonda alla quale parteciperanno, oltre alla Canovi, Marco Patricelli, Angelo Piero Cappello e Dante Arnaldo Marianacci.

Gli organizzatori della giornata dannunziana ringraziano per la collaborazione il preside Cappello e la prof.ssa Silvia Musacchio del Liceo Galilei, Stefania Ribaldi e Cristiana Mantenuto della Casa della poesia e la Feltrinelli di Pescara.