Cultura 17 Lug 2026 12:07

L’Aquila si specchia nell’arte: a Palazzo dell’Emiciclo l’evento di Gian Carlo Ciccozzi

Ciccozzi

L’AQUILA – C’è un filo invisibile, ma solidissimo, che lega la rinascita architettonica e sociale di una città alla rigenerazione spirituale dei suoi abitanti. Questo filo, all’Aquila, prende le forme, le materie e le cromie profonde dell’arte di Gian Carlo Ciccozzi.

La splendida cornice del Palazzo dell’Emiciclo ospiterà un evento espositivo che si preannuncia già come uno dei punti più alti della stagione culturale estiva del capoluogo abruzzese in occasione de “L’Aquila capitale italiana della cultura 2026”.

La mostra rappresenta un viaggio immersivo nell’universo visivo di Ciccozzi, artista di respiro internazionale, ma visceralmente legato alle sue radici aquilane. Le sue opere, caratterizzate da un uso sapiente del colore, delle tecniche uniche da lui inventate, da stratificazioni che graffiano la superficie per cercare l’essenza delle cose, dialogheranno magistralmente con gli spazi storici e solenni dell’Emiciclo, luogo simbolo delle istituzioni e della memoria cittadina.

Il momento di massimo splendore si toccherà sabato 18 luglio alle ore 18,00, con una cerimonia di inaugurazione ufficiale “in pompa magna”. Un appuntamento concepito non come un semplice taglio del nastro, ma come un vero e proprio salotto culturale multidisciplinare che richiamerà all’Aquila grandi firme della critica, del giornalismo, del cinema e della musica.

La conduzione della serata sarà affidata al volto e alla professionalità di Barbara Bizzarri, stimata giornalista e archeologa, che guiderà il pubblico attraverso i diversi momenti della serata, orchestrando gli interventi di un parterre di ospiti eccezionale.

Il valore scientifico e critico dell’esposizione sarà approfondito dal professor Francesco Gallo Mazzeo, illustre accademico dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Interverranno poi Michela Barausse, esperta in investimenti e valorizzazione artistica, e Antonio Fullin Mollica, custode della storica e prestigiosa tradizione delle Ceramiche di Capodimonte, “I Borbone” – “Officine Fullin Mollica”, a testimonianza di un dialogo mai interrotto tra la pittura astratto-materica e le eccellenze dell’alto artigianato artistico italiano di livello mondiale.

Il mondo della narrazione visiva e della regia sarà rappresentato da due figure di spicco: Piero Cannizzaro, regista, di profonda sensibilità, documentarista di livello, molto attento alle sfumature dell’anima e dei territori che trova il suo perfetto contrappunto visivo nello “sguardo” di Giovanni Sfarra, complice collaboratore. L’aquilano Franco Narducci, regista, scrittore, sarà sicuramente capace, come pochi, di raccontare, a suo modo, l’identità e il riscatto culturale della propria terra d’origine.

A rendere l’inaugurazione un’esperienza sensoriale totale saranno le note dei maestri del Conservatorio “Alfredo Casella” dell’Aquila. La loro presenza, anche grazie alla speciale collaborazione del professor Claudio Di Massimantonio, sottolinea la volontà

Ciccozzi di creare una sinergia totale tra le diverse arti: la musica diventerà la colonna to visiva dei quadri esposti, un contrappunto perfetto alle tensioni e alle armonie impresse sulle tele dell’artista.


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