LO ZART QUARTETT IN CONCERTO ALL’AQUILA PER LA “BARATTELLI”


L’AQUILA – Prosegue il cartellone della sessantaseiesima stagione della Società Aquilana dei Concerti “Bonaventura Barattelli” con lo zArt Quartett, una delle formazioni della nuova generazione più interessanti in Italia. L’appuntamento è per domenica 27 febbraio con inizio alle ore 18 presso l’Auditorium del Parco.

La formazione è composta dal primo violino Enrico Filippo Maligno, secondo violino Eoin Ducrot, violino, Manuel Nägeli viola e Federica Ragnini violoncello.

I quattro giovani musicisti si sono formati nei corsi di quartetto nelle classi di Andrea Repetto al Conservatorio ‘C. Monteverdi’ di Bolzano e in seguito al Graduate Course nella classe di Rainer Schmidt presso la Hochschule für Musik di Basilea. Grazie ad un lavoro intenso il quartetto ha acquisito un notevole repertorio e padronanza interpretativa tanto che nel 2019 ha vinto la prima edizione del concorso per quartetto d’archi ‘Sergio Dragoni’ di Milano presso Casa Verdi.

Nello stesso concorso ha ottenuto il premio del pubblico e il premio come migliore esecutore del pezzo contemporaneo ‘Aria’ di Silvia Colasanti commissionato per il concorso. Si è esibito per varie stagioni italiane tra le quali quelle della Società del Quartetto di Milano, del Colibrì Ensemble di Pescara, dove ha collaborato con Giovanni Sollima, della Società dei Concerti di Trieste, del Barco Teatro di Padova, della Società Filarmonica di Rovereto e della Società del Quartetto di Vicenza, Fondazione La Società dei Concerti di Milano, Società Filarmonica di Trento.

In programma tre opere di riferimento per le principali correnti del repertorio per quartetto d’archi.
Il primo è il Quartetto in si min. op. 64 n. 2 di Franz Joseph Haydn, considerato il padre del classicismo musicale, anche se questa pagina musicale non manca di sorprese originali in particolare nell’alternanza fra tonalità maggiori e minori. Di carattere decisamente più romantico è il Quartetto in la min. op. 41 n. 1 di Robert Schumann, anche se mantiene alcune caratteristiche della classicità di Haydn, ma con maggiore vivacità e ricchezza melodica, energia e virtuosismo. Il passaggio verso il futuro è certamente segnato dall’ultimo quartetto in programma, il terzo del compositore ungherese Béla Bartók, un capolavoro che racchiude tutta l’espressività sorprendente, arricchita da suoni sferzanti e ritmi coinvolgenti.

Il concerto è inserito nel Progetto Circolazione Musicale in Italia del Cidim al quale da sempre la Società Aquilana dei Concerti ha aderito, grazie al quale giovani musicisti italiani hanno la possibilità di farsi conoscere al grande pubblico.

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