PAOLO MIELI E LA FIGLIA DI IORIO DEL TSA ALLA “FESTA DELLA RIVOLUZIONE”
PESCARA – Saranno il giornalista Paolo Mieli, affiancato dal dirigente Rai Angelo Mellone, e la rappresentazione de “La Figlia di Iorio” del Teatro Stabile Abruzzese i due eventi clou domani, lunedì 7 settembre, della settima giornata de “La Festa della Rivoluzione – d’Annunzio torna in Abruzzo”, promosso dalla Presidenza del Consiglio regionale d’Abruzzo, con il Consiglio e la giunta regionale e il Comune di Pescara.
Due momenti di grande approfondimento che consentiranno di dibattere del rapporto del Vate con il suo Abruzzo in chiave moderna, e di rivivere le emozioni di una delle opere più celebri del poeta.
“Dalla musica al teatro, dalla riflessione giornalistica ai momenti di intrattenimento più leggeri – ha detto il presidente Lorenzo Sospiri –, la ‘Festa della Rivoluzione’ è esattamente un viaggio nel poliedrico mondo di d’Annunzio. Un viaggio però che non abbiamo voluto limitare a una ristretta cerchia di cultori del personaggio, ma che abbiamo voluto proporre quale ampio strumento di divulgazione per consentire innanzitutto agli abruzzesi, ma anche agli italiani, di conoscere l’estrema attualità, modernità, di un Poeta che è spiritualmente ‘contemporaneo’. Uomo del suo tempo, capace di guardare avanti anche di cent’anni, capace di emozionare ricercatori, docenti, appassionati, e di attrarre diciottenni raccontando il d’Annunzio pubblicitario, paroliere, l’uomo che ha fondato la sua vita sul concetto di velocità, e che oggi si troverebbe perfettamente a suo agio anche dinanzi allo schermo di un Pc a scrivere le sue opere. E i due appuntamenti previsti per domani ci permetteranno di rivivere l’epoca che ha determinato la genesi di un capolavoro letterario come La Figlia di Iorio, ma anche di capire, con Mieli, quanto dannunzianesimo c’è oggi ancora nel suo Abruzzo”.
La giornata di domani, lunedì 7 settembre, si aprirà alle 18 nel piazzale Michelucci dell’Aurum con “L’Abruzzo di Gabriele d’Annunzio”, conversazione con Paolo Mieli, il dirigente Rai Angelo Mellone, il presidente del Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri. Modera il giornalista Alessandro Sansoni.
Alle ore 21,30, sempre all’Aurum, andrà in scena “La Figlia di Iorio”, spettacolo del Teatro Stabile Abruzzo, di Vincenzo Pirrotta, con le musiche di Antonio Vasta suonate dal vivo dall’autore.
La vicenda de “La Figlia di Iorio”, opera del 1903, è ambientata in Abruzzo, nel giorno di San Giovanni. La famiglia di Lazaro di Roio del Sangro sta preparando le nozze del figlio Aligi; l’atmosfera è gaia grazie ai canti e ai dialoghi allusivi ed effervescenti delle tre sorelle. Aligi pare comunque turbato da strane sensazioni e da presagi e si esprime in un linguaggio onirico. Mentre la cerimonia nuziale sta procedendo con un frammisto di riti rurali, ancestrali, pagani precristiani, irrompe nella casa Mila di Codra (la figlia di Iorio, un mago) per cercarvi rifugio; lei è una donna dalla cattiva fama, ma è costretta a fuggire per evitare le molestie di un gruppo di mietitori ubriachi.
Quando Aligi, incitato dalle donne presenti al matrimonio, sta per colpirla, viene fermato dalla visione dell’angelo custode e dai pianti delle sorelle. Aligi riesce persino a convincere i mietitori a rinunciare alla loro preda. Mila e Aligi finiscono per convivere assieme in una caverna pastorale in montagna (la Grotta del Cavallone); la loro unione non è peccaminosa e anzi sperano ardentemente di recarsi a Roma per ottenere la dispensa papale e poi sposarsi felici e contenti. Ma non è una favola, né tanto meno una storia a lieto fine, anzi la situazione precipita rapidamente: Ornella, una sorella di Aligi, addolora profondamente Mila con il racconto sullo stato di disperazione in cui è caduta la sua famiglia, dopo la partenza di Aligi. Mila decide allora di fuggire, ma viene fermata da Lazaro che cerca di sedurla con la forza; Aligi interviene a difendere la donna e nasce così una colluttazione tra padre e figlio che terminerà con la morte del primo. Aligi evita la condanna solo per l’autoconfessione di Mila, che si addebita ogni colpa, autoproclamandosi strega. La giovane verrà condotta alla catasta per morire sulle fiamme.
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