TEATRO E PANDEMIA, GENTILUCCI: “INVENTARE NUOVE FORME DI SPETTACOLO, PRONTI ALLA SFIDA”


SAN DEMETRIO NE’ VESTINI – “Inventare nuove forme di spettacolo senza creare surrogati”. Ad affermarlo in una nota è Giancarlo Gentilucci, direttore artistico dell’associazione Arti e Spettacolo, che gescisce lo Spazio Nobelperlapace, teatro attivo da anni a San Demetrio ne’ Vestini (L’Aquila).

“In questi giorni drammatici e al tempo stesso particolari nel vissuto quotidiano per tutti noi, stiamo continuando a lavorare, a informarci e a partecipare a tanti confronti e discussioni con altri operatori, anche di natura politica, sul futuro del nostro lavoro e, in generale dello spettacolo – afferma Gentilucci – finora non siamo intervenuti pubblicamente perché siamo soliti analizzare e approfondire prima di trarre facili conclusioni. Ma oggi voglio condividere un pensiero”.

L’associazione sta studiando le soluzioni più adeguate “per tutte le persone che frequenteranno i nostri laboratori, assisteranno ai nostri spettacoli e parteciperanno alle nostre attività. Speriamo il prima possibile, in attesa delle future disposizioni in materia di luoghi dello spettacolo. Una cosa è certa: intensificheremo le nostre attività socio-culturali. Personalmente, non vorrei inventare nulla che sia un surrogato della specificità dell’agire spazio temporale del teatro per il rispetto che ho dello spettatore”.

Da qui Arti e Spettacolo si dice pronto alla sfida anche di reinventare un nuovo modo di vivere lo spettacolo: “Intensificheremo le attività video – si legge nella nota – per produrre video e non surrogati. Già in questi giorni stiamo contattando alcuni nostri utenti, giovani e non, per coinvolgerli in nuove attività che, appena sarà possibile, avvieremo. Vogliamo condividere con il nostro pubblico anche numerosi lavori e progetti realizzati negli anni, da tempo in corso di digitalizzazione”.

Gentilucci si augura che il Nobelperlapace “si trasformi in un’allegra brigata di cucina, che con le proprie portate renda sazi e felici i nostri utenti commensali e spettatori”.

“Tutto questo può essere possibile – continua il direttore artistico – perché in questi anni di duro lavoro abbiamo instaurato un feeling relazionale con coloro che hanno attraversato lo spazio. Persone oggi pronte e disponibili a contribuire volontariamente alla realizzazione di innovativi progetti, che ci permettano di adattarci a una realtà nuova. Non ci inventeremo nulla di nuovo che non sia una vicinanza che, attraverso la condivisione delle arti, renda più gradevole la riflessione sui temi che l’uomo vive e affronta da sempre”.

“Come abbiamo fatto già undici anni fa, ci adatteremo ancora una volta al mondo nuovo. Col sorriso sulle labbra e la determinazione di chi vuole tornare a vivere un grande spettacolo collettivo. Tutti insieme”, conclude Gentilucci.

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