Cantine e vini 29 Ott 2025 14:02

Collio Evolution, il Friulano ambasciatore dei bianchi preferiti dagli italiani. Merito di vignaioli scrupolosi e affiatati

CORMONS – Se per quasi un italiano su tre i migliori vini bianchi provengono dal Friuli Venezia Giulia, per il 13,4 per cento dei consumatori il Collio è il territorio collinare che esprime i prodotti di maggior qualità. Merito di un’affiatata comunità di famiglie vignaiole che da generazioni si dedicano alla terra con un’attenzione maniacale nei confronti della tutela dell’ambiente.

Non è un caso che ormai il 70 per cento della superficie coltivata a vite di questa mezzaluna nella parte settentrionale della provincia di Gorizia, ha già ottenuto la certificazione Sqnpi dedicata alla produzione integrata, cioè quel sistema che utilizza tutti metodi e mezzi produttivi e di difesa dalle avversità delle produzioni agricole volti a ridurre al minimo l’uso delle sostanze chimiche di sintesi e a razionalizzare le tecniche agronomiche, nel rispetto dei principi ecologici, economici e tossicologici.

Lo scorso fine settimana questo racconto ha trovato spazio nella prima edizione di Collio Evolution, appuntamento che sarà annuale e si concentrerà ogni volta su uno diverso dei vitigni ammessi: il Friulano, con cui si è partiti, Pinot Grigio, Sauvignon, Ribolla Gialla, Chardonnay, Pinot Bianco, Malvasia istriana, Picolit, Traminer aromatico, Riesling e Muller Thurgau.

La ponca, il terreno del Collio

Vini che grazie alla conformazione del suolo – la famosa Ponca, costituita da un’alternanza di strati di marne ed arenarie che rendono il terreno sempre idratato – hanno un’espressione inconfondibile di mineralità e sono capaci di evolversi mantenendo grande freschezza.

Come è emerso proprio dalle degustazione che all’Enoteca di Cormons hanno raccolto più di cinquanta delle circa 200 aziende – perlopiù familiari e che producono in tutto quasi 7 milioni di bottiglie sui 1.500 ettari su 8 comuni della denominazione – con oltre duecento vini in degustazione. Con protagonista, appunto, il Friulano, vero ambasciatore del Collio, raccontato in un percorso che ne ha esplorato passato, presente e futuro, tra tradizione e innovazione.

La tre giorni, che si è aperta con il convegno “Collio Evolution: il futuro inizia dal presente” durante il quale è stata presentata la ricerca “Collio Experience” realizzata da Nomisma Wine Monitor per il Consorzio, ha visto anche la consegna del 18esimo Premio Collio, intitolato alla memoria del conte Sigismondo Douglas Attems di Petzenstein, figura storica della viticoltura del Collio e primo presidente del Consorzio, che celebra chi si è speso nella promozione della ricerca, della comunicazione e della valorizzazione del territorio.

Alessandro Regoli, Laura Pacelli, Luca Raccaro, Alberto Calderan, Giulia Miani, Matt Steeves e Lavinia Zamaro

“Siamo un territorio che racconta una cultura, un modo di vivere e di essere che per certi versi è di altri tempi, che ricorda moltissimo il nostro retaggio austro-ungarico”, ha detto il presidente del Consorzio Collio Luca Raccaro evocando quel carattere di confine, crocevia di popoli e culture, lingue e tradizioni che è questo fazzoletto di terra al confine con la Slovenia.

“Il Collio è un territorio ricco di vigneti che vengono considerati un po’ il giardino di casa ma guarda caso vicino c’è sempre un bosco. E questa è una ricchezza, fa parte di noi e vogliamo preservarla, rimane nella dimensione artigianale delle nostre aziende”, ha aggiunto.

Prendendo spunto dal fatto che il 13 per cento degli enoturisti, sempre in base alla ricerca Nomisma, ha dichiarato di aver visitato il Collio, ma soprattutto che il 40% è probabile che lo scelga come prossima destinazione, Raccaro fa osservare come “il fatto di poter accogliere direttamente sul territorio è il valore aggiunto che ci sentiamo non solo di dover dare ma anche in qualche modo di sfruttare”.

Il futuro? Non può che appartenere alla sostenibilità: “Vivere direttamente la dimensione artigianale non può che farci immaginare aziende consone alle nostre esigenze, non soltanto economiche, ma soprattutto che rispettano il nostro modo di vivere”.

“Il risultato di questa prima edizione di Collio Evolution è il frutto di un grande lavoro di squadra – sottolinea Lavinia Zamaro, direttrice del Consorzio – e conferma la forza di una comunità che crede nel valore della propria identità. Collio Evolution è destinato a diventare un appuntamento stabile e riconosciuto: vi diamo appuntamento alla prossima edizione, in programma il 25 e 26 ottobre 2026”.

L’attività è stata realizzata con il supporto di “Io Sono Friuli Venezia Giulia” e con il patrocinio del Comune di Cormòns e della Comunità del Collio.

La mappa della “mezzaluna” del Collio


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