Cantine e vini 08 Apr 2026 13:08

Domini Mediterranei rilancia Portella della Ginestra: il ritorno dell’alta quota dopo trent’anni

Domini Mediterranei rilancia Portella della Ginestra: il ritorno dell’alta quota dopo trent’anni

VERONA – Dopo trent’anni di attesa, Portella della Ginestra torna a produrre vino. È questa una delle novità più significative presentate da Domini Mediterranei, realtà nata nel 2022 che raccoglie l’eredità storica di Calatrasi, ma con una visione nuova, orientata al canale Ho.Re.Ca. e alla valorizzazione dei territori d’altura.

Non una semplice continuità, ma un progetto che guarda avanti, puntando su altitudine, identità e qualità. Il cuore di questa nuova fase è proprio Portella della Ginestra (comune di Piana degli Albanesi, provincia di Palermo), un’area di 250 ettari, di cui 45 vitati, situata a circa 950 metri sul livello del mare.

Un territorio che torna oggi produttivo dopo un lungo periodo di riposo, elemento che – insieme all’altitudine – rappresenta uno dei punti di forza del progetto.

“La scelta di salire ancora più in alto è legata anche ai cambiamenti climatici – spiega Salvatore Beltempo, amministratore delegato, agronomo ed enologo dell’azienda – ma anche alla fertilità di un suolo che è rimasto a lungo incontaminato”.

I vigneti a Portella della Ginestra

La vocazione vitivinicola dell’area affonda le radici nel tempo. Già negli anni Ottanta, la famiglia Miccichè aveva avviato una prima sperimentazione impiantando vitigni internazionali tra i 651 e i 1.000 metri di altitudine, anticipando una visione che oggi si rivela più attuale che mai: una viticoltura d’altura capace di esprimere freschezza, eleganza e complessità.

Oggi quel percorso riprende e si evolve. Sono stati reimpiantati Sauvignon Blanc e Pinot Nero, che saranno presentati in anteprima al Vinitaly (Padiglione 2-N.88 i) con l’annata 2025. La produzione iniziale è di circa 10.000 bottiglie per etichetta, posizionate in una fascia premium e pensate per il canale Ho.Re.Ca.

A queste si aggiungeranno Cabernet Sauvignon, Syrah, Chardonnay e il Carricante, con l’obiettivo di integrare progressivamente anche i vitigni autoctoni. Il ritorno passa anche da un nome storico: Terre di Ginestra, marchio della famiglia Calatrasi, primo brand registrato a livello internazionale nel 1994 ed esportato in oltre 20 Paesi. Un’etichetta che oggi viene rilanciata per raccontare una Sicilia occidentale d’altura, tra la Piana degli Albanesi, la Valle dello Jato e i territori tra Monreale e Corleone.

Le tenute di Domini Mediterranei si estendono infatti nel cuore della Sicilia occidentale, in un sistema di vigne che si sviluppa tra i 300 e i 1.000 metri di altitudine. Un mosaico di terroir caratterizzati da suoli marnosi, esposizioni privilegiate e condizioni pedoclimatiche che consentono una viticoltura sostenibile e a basso impatto, grazie anche alla ridotta umidità e alla naturale mitigazione delle temperature.

Qui l’altitudine diventa un alleato fondamentale: limita lo stress idrico, favorisce escursioni termiche significative e consente una maturazione lenta e completa delle uve, restituendo vini con una forte identità territoriale e una marcata complessità aromatica.

Accanto alla linea Terre di Ginestra, l’azienda porta avanti anche le etichette Costanza di Mineo e Magnus Siculus, mentre tra i progetti futuri figura anche la produzione di un passito.

“Il ritorno al Vinitaly è carico di emozione – racconta Beltempo – dopo tanti anni abbiamo voglia di rimetterci in gioco, con nuovi progetti e nuove energie”.

Oggi Domini Mediterranei produce circa 60.000 bottiglie ed esporta il 35% della produzione in mercati come Europa, Brasile, Stati Uniti, Corea del Sud, Cina e Giappone, dove i rapporti sono in fase di consolidamento. L’obiettivo è ambizioso: ampliare la gamma, completare il percorso con gli autoctoni e raggiungere nel tempo le 300.000 bottiglie. Un cammino graduale, costruito su ricerca, tradizione e innovazione. Con una direzione chiara: riportare in vita territori dimenticati e trasformarli in nuove eccellenze del vino siciliano.

 

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