La Genisia, il volto nuovo dell’Oltrepò Pavese: vino, territorio ed esperienze da vivere
CODEVILLA – Tra le dolci colline dell’Oltrepò Pavese, nel comune di Codevilla (Pavia) e dintorni, nasce La Genisia: una giovane realtà sociale, che coinvolge venti vignaioli esperti e un team di enologi determinati, che fanno della collaborazione e del rispetto per il territorio i capisaldi di una produzione d’eccellenza.
Ma La Genisia non è solo vino: è anche accoglienza, scoperta e connessione profonda con il territorio. Le sue Wine Experience, che spaziano dalle degustazioni guidate ai tour in e-bike tra i filari, rappresentano un nuovo modo di vivere l’enoturismo, offrendo al visitatore un’immersione autentica nell’universo del Pinot Nero – vitigno simbolo della cantina – e nella cultura enogastronomica dell’Oltrepò.
Virtù Quotidiane ha dialogato con Matteo Ghiara, presidente de La Genisia, per scoprire com’è nato questo progetto, quale visione lo guida e come La Genisia stia raccontando, attraverso l’enoturismo, il legame tra il vino e la terra da cui prende vita.

Matteo Ghiara
Cosa significa per voi essere una “giovane e determinata realtà sociale” nel mondo del vino?
La Genisia nasce nel 2020 da una visione ambiziosa del Gruppo Torrevilla, con l’intento di rappresentare la nuova generazione della viticoltura dell’Oltrepò Pavese. È un progetto cooperativo giovane, ma con radici solide, sviluppato a partire da un articolato lavoro di zonazione condotto con l’Università degli studi di Milano, che ha permesso di individuare i vigneti più vocati dell’Oltrepò occidentale. La cooperativa riunisce venti vignaioli che coltivano 70 ettari tra Codevilla, Torrazza Coste, Mornico Losana, Valle del Coppa e Valle Schizzola. I soci lavorano in stretta sinergia con la cantina che li forma e li coordina per garantire vendemmie ordinate, selettive e tecnicamente impeccabili. Dal 2024 La Genisia è la prima cantina sociale del territorio a organizzare in modo centralizzato la raccolta, scegliendo direttamente le squadre per preservare al massimo la qualità delle uve fin dal vigneto. “Giovane” perché non sono molti anni che questo progetto virtuoso è in atto, ma forse proprio per questo, la determinazione non manca!
Da dove nasce il nome “La Genisia” e in che modo riflette l’identità e la missione dell’azienda?
Il nome “La Genisia” deriva dal latino “genesi” e significa “inizio” o “origine” e riflette il legame con le radici della comunità vitivinicola dell’Oltrepò Pavese. Il logo a spirale richiama l’interno della Torre Vinaria di Codevilla, simbolo storico del territorio e ponte tra passato e futuro della cantina e racchiude in sé i valori che hanno portato alla genesi stessa del progetto La Genisia. È per questo motivo che il suo profilo è diventato ispirazione per il logo aziendale: la corona esterna richiama le colline dell’Oltrepò Pavese e custodisce simbolicamente la nostra filiera virtuosa, composta dai viticoltori che, con il loro lavoro quotidiano, rendono possibile la crescita del progetto. Al centro di questo sistema si colloca la cantina, motore operativo e cuore della trasformazione.
Che ruolo ha il terroir dell’Oltrepò nell’identità dei vostri vini?
Guidata da me e dall’enologo Simone Fiori, La Genisia unisce tradizione cooperativa e approccio scientifico, con l’obiettivo di interpretare con consapevolezza il terroir e valorizzare i cru più vocati producendo vini identitari. La cura agronomica, basata su un regime di lotta ragionata, si fonda su pratiche attente alla sostenibilità ambientale e alla tutela della biodiversità, nel rispetto di un equilibrio naturale che è premessa imprescindibile dell’eccellenza.

Quali sono i principi chiave che guidano la vostra filosofia produttiva?
La Genisia si fonda su un percorso di riscoperta di uno dei vitigni nobili internazionali, il Pinot Nero, vitigno versatile che può essere lavorato sia in bianco che in rosso, da cui si possono ottenere importanti vini fermi e bollicine di grandissimo pregio. Da questa filosofia sono nati i Metodo Classico Docg La Genisia, caratterizzati da grande eleganza e freschezza, sapidità territoriale e un perlage fine e persistente che interpretano in modo raffinato le uve Pinot Nero, vitigno che si esprime ad altissimi livelli anche nella sua versione rosso fermo, Pinot Nero Doc La Genisia. Con il nuovo disciplinare della Docg Oltrepò Pavese, il Classese diventa ufficialmente la denominazione dello spumante Metodo Classico del territorio, riportando al centro un nome storico della tradizione locale. Per La Genisia si tratta di un passaggio significativo, che contribuisce a definire con maggiore precisione il profilo del Metodo Classico, da sempre elemento centrale dell’identità dell’Oltrepò Pavese. Il Classese si afferma così come riferimento per vini che nascono dal profondo legame tra Oltrepò Pavese – la principale area italiana per il Pinot Nero che raccoglie oltre il 70 per cento dei vigneti lombardi dedicati alla varietà – e il Pinot Nero, una visione che guida il percorso de La Genisia fin dalla sua nascita.

Perché avete scelto di puntare così fortemente sul Pinot Nero?
L’Oltrepò Pavese è un’area di confine tra Piemonte, Liguria ed Emilia, caratterizzata da suoli marnosi e gessosi, altitudini comprese tra i 250 e i 600 metri e un clima segnato da importanti escursioni termiche: condizioni ideali per una viticoltura tecnica e di alta qualità. Qui il Pinot Nero trova un habitat unico, capace di restituire vini eleganti e complessi, sia nella versione vinificata in rosso sia nei grandi Metodo Classico. Nella varietà dei suoi paesaggi si scopre una gamma espressiva ricca di sfumature, un patrimonio straordinario declinato in vini che portano in dote un equilibrio destinato nel tempo a raggiungere un’armonia perfetta. Questo territorio, sempre più, si afferma come punto di riferimento per il Pinot Nero italiano. L’Oltrepò Pavese detiene infatti il primato nazionale per estensione di vigneti dedicati a questo vitigno ed è la quarta area europea per dimensioni dopo Champagne, Borgogna e Baden: un dato che ne conferma la vocazione storica e il potenziale qualitativo ancora in piena evoluzione.
Come nasce l’idea delle Wine Experience a La Genisia?
Valorizzare il territorio significa non solo interpretarlo nel calice, ma anche invitare a viverlo nella sua interezza. Per questo La Genisia ha sviluppato un progetto di accoglienza su misura, capace di adattarsi a pubblici diversi in un contesto professionale, ma anche genuino e rilassante. Lo spazio dedicato all’hospitality accoglie famiglie desiderose di condividere momenti speciali, wine lover interessati a percorsi tecnici guidati dagli enologi e aziende alla ricerca di location per eventi e attività di team building personalizzate. Dalle degustazioni informali sulla terrazza panoramica alle tasting experience più strutturate, ogni proposta è pensata per creare un legame concreto con il territorio e con i valori dell’azienda.

Quali esperienze enoturistiche proponete a chi visita La Genisia?
Far conoscere l’Oltrepò Pavese è per La Genisia obiettivo centrale: valorizzarne le bellezze meno conosciute e il patrimonio paesaggistico significa restituire al visitatore un’esperienza completa. L’offerta si inserisce in una visione di turismo slow, che privilegia il contatto con la natura e i ritmi della campagna: tour in e-bike, camminate tra i filari e attività didattiche per i più piccoli trasformano la visita in un momento di scoperta, benessere e condivisione, capace di raccontare il territorio attraverso il vino. Proprio accanto alla struttura dedicata all’hospitality, sorge il luogo più iconico dell’azienda: la Torre Vinaria. Simbolo architettonico di grande valore storico e ingegneristico, la Torre rappresenta un punto di connessione tra passato e futuro e racchiude in sé i valori che hanno portato alla genesi stessa del progetto La Genisia. È per questo motivo che il suo profilo è diventato ispirazione per il logo aziendale: la corona esterna richiama le colline dell’Oltrepò Pavese e custodisce simbolicamente la nostra filiera virtuosa, composta dai viticoltori che, con il loro lavoro quotidiano, rendono possibile la crescita del progetto. Al centro di questo sistema si colloca la cantina, motore operativo e cuore della trasformazione. La Torre Vinaria non è soltanto un elemento grafico identitario: è il fulcro del percorso di visita e accoglienza. Salire i suoi spazi significa attraversare la storia aziendale e comprendere l’evoluzione tecnica che ha segnato queste colline. Giunti alla sommità della Torre, l’ospite può ammirare una visione a 360 gradi delle colline oltrepadane. È qui che l’esperienza si arricchisce grazie alla tecnologia immersiva. Indossando il visore VR, l’immagine che appare è la stessa che si ha davanti agli occhi: lo splendido profilo delle nostre colline visto dalla sommità della torre vinaria. La realtà virtuale non trasporta altrove, ma amplifica la percezione del luogo in cui ci si trova. Accanto all’ospite compare virtualmente l’enologo Simone Fiori, che indica i vigneti visibili dall’alto e ne introduce caratteristiche e peculiarità. A quel punto è l’ospite stesso a scegliere quale cru esplorare: con un semplice gesto può “entrare” nel vigneto selezionato e lasciarsi guidare in un percorso immersivo tra i filari. La tecnologia non sostituisce l’esperienza reale, ma la approfondisce, rendendo più immediata la comprensione del legame tra territorio, vitigno e stile produttivo.
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