Cantine e vini 09 Nov 2025 09:02

La nuova Docg Casauria è realtà. Ecco il territorio interessato e cosa prevede il disciplinare

PESCARA – Nuova Docg Casauria in etichetta già per i vini frutto della vendemmia appena conclusa. Diventano così tre, dopo Colline teramane e Tollo, le denominazioni di origine controllata e garantita dell’Abruzzo.

Scaduti i novanta giorni entro i quali i paesi membri dell’Unione europea potevano presentare opposizioni, si attende ora la pubblicazione del disciplinare, che potrebbe arrivare a giorni, sulla Gazzetta ufficiale europea.

L’annuncio è stato dato dall’assessore regionale all’Agricoltura Emanuele Imprudente durante la cena di gala dell’Abruzzo con giornalisti e buyer organizzata in occasione del Merano Wine Festival.

L’istituzione della nuova Docg Casauria, arriva al termine di un lungo e complesso iter procedimentale che, passando per il Ministero dell’Agricoltura, è poi approdato in sede Ue.

A farsene promotore, con determinazione e sempre con sobrietà, con il dovuto supporto della Regione, è stata un’associazione guidata dall’enologo Concezio Marulli.

Il territorio della Docg include 18 comuni della provincia di Pescara.

Fino ad oggi sottozona del Montepulciano d’Abruzzo Doc, Casauria è già indicata nell’etichetta di 9 referenze di altrettante aziende: Nic Tartaglia, Pasetti, Chiusa Grande, Duchi di Castelluccio, Tocco, Zaccagnini, Guardiani Farchione, Rosarubra e Castorani, che è l’azienda che detiene la maggioranza del vino prodotto rivendicato.

La zona di produzione comprende l’intero territorio dei comuni di Bolognano, Castiglione a Casauria, Cugnoli, Pietranico, Scafa, San Valentino in Abruzzo Citeriore, Torre dei Passeri e Turrivalignani e parte dei territori dei comuni di Alanno, Bussi sul Tirino, Brittoli, Corvara, Lettomanoppello, Manoppello, Pescosansonesco, Popoli, Serramonacesca e Tocco da Casauria.

“È un risultato davvero desiderato da questa porzione di territorio abruzzese”, dice l’enologo Angelo Molisani, dell’Associazione Casauria Docg. “Abbiamo un potenziale produttivo di circa 500 ettari, anche se attualmente ne sono rivendicati circa 50. I produttori sono più una ventina ma questa approvazione sarà sicuramente un’acceleratore dell’interesse di tutto il territorio”.

“La nuova Docg segna un pezzo di storia importante per l’Abruzzo, voluto dal territorio, nel quale la Regione ha giocato un ruolo importante” rivendica l’assessore all’Agricoltura Emanuele Imprudente.

IL DISCIPLINARE

Il disciplinare prevede, tra le altre cose, che il vino a denominazione Casauria – con uve Montepulciano d’Abruzzo – provenga da vigneti non superiori a 500 metri sul livello del mare che possono arrivare a 600 se esposti a sud, una densità non inferiore a 3.500 ceppi per ettaro per i nuovi impianti, una produzione di 90 quintali per ettaro.

La denominazione Casauria è riservata al vino ottenuto da uve Montepulciano almeno per il 90 per cento, possono concorrere altri vitigni a bacca nera non aromatici fino ad un massimo del 10 per cento. La vinificazione e l’invecchiamento devono aver luogo nella zona di produzione ma è consentita la vinificazione anche nei restanti comuni della provincia di Pescara.

Sono previste delle deroghe per alcuni produttori che hanno la cantina in altri comuni dell’Abruzzo.


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