Cantine e vini 12 Ott 2024 17:42

Meno quantità e più qualità, l’Oltrepò Pavese riparte da filiera e trasparenza per scrivere un nuovo domani

Meno quantità e più qualità, l’Oltrepò Pavese riparte da filiera e trasparenza per scrivere un nuovo domani

CASTEGGIO – È cominciata con il saluto iniziale di Francesca Seralvo, al suo primo anno in qualità di presidente del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, la quarta edizione di “Oltrepò–Terra di Pinot Nero, un territorio, un vitigno, due eccellenze” nell’Antica Tenuta Pegazzera di Casteggio, in provincia di Pavia, il 30 settembre.

Seralvo ha sottolineato l’importanza dell’evento, definendolo il giorno del rinnovamento e della rinascita per il territorio, e ricordando il cambio di governance nel 2024 che ha portato anche a una revisione dello statuto consortile, già approvato dal Cda, e le profonde revisioni di modalità di tutela e di promozione di un brand che è simbolo di pinot nero in Italia “per vocazione, superficie vitata, e storicità”.

“Un evento che abbiamo creato per dare finalmente visibilità alla qualità del Pinot Nero in Oltrepò Pavese, e che potrà iniziare a dare valore a vini, uve, vigne, creando un percorso e un cambiamento che non riguardano solo la qualità ma la consapevolezza delle potenzialità inespresse”, ha rilevato Seralvo. “L’obiettivo è quello di promuovere non solo il vitigno, ma l’intero territorio e le sue denominazioni, con un nuovo approccio, fiduciosi che l’Oltrepò Pavese del vino trovi la sua strada definitivamente”.

La manifestazione, organizzata dal Consorzio, e quest’anno patrocinata dalla Regione Lombardia e dal Comune di Casteggio, è stata anche un’occasione per presentare il nuovo direttore Riccardo Binda, di ritorno nella sua terra natale dopo undici anni trascorsi in Toscana, con la stessa funzione, nel Consorzio per la Tutela dei Vini Doc Bolgheri e Bolgheri Sassicaia.

Un Binda quasi emozionato, che ha ringraziato presidente e consiglio di amministrazione, oltre gli stessi produttori, per la possibilità di intraprendere questo nuovo ruolo, definendolo il momento giusto per tornare: “Lo è perché i tre presupposti su cui il nuovo lavoro del Consorzio si basa, filiera, qualità e trasparenza, hanno trovato proprio adesso la maniera di sbocciare”, ha detto.

“Iniziamo dalla filiera, che non può non passare da una realtà fondamentale per il territorio, che è ed è sempre stata: la realtà cooperativa”, ha fatto osservare il neo direttore. “L’Oltrepò è un territorio di aziende, ma è soprattutto un territorio di agricoltori e di vignaioli. Il ruolo di Terre d’Oltrepò è stato fondamentale per dare la svolta di cui questo territorio aveva bisogno verso la filiera, che è il primo mattone, la pietra angolare su cui noi costruiremo tutti i nostri progetti futuri. Il lavoro di tutte le cooperative, poi, deve andare di pari passo con tutto quello dei produttori di filiera, quelli di qualità, che ci sono sempre stati, ma che hanno bisogno del tessuto produttivo e del territorio per emergere tutti insieme. Infine la trasparenza, quella che ci deve consentire di scrollarci di dosso le ombre e la ‘sporcizia’ di un passato che non ha fatto onore a questo territorio. Anche su questo noi non avremo nessun margine di cedimento, non faremo alcun passo indietro”.

A terminare gli interventi istituzionali Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, che ha voluto sottolineare come la Regione Lombardia sostenga con convinzione questo nuovo corso volto a recuperare credibilità e far emergere la sua eccellenza vitivinicola.

“Il sistema produttivo dell’Oltrepò ad oggi è un incompiuto, soprattutto nel settore vitivinicolo che rappresenta la nostra eccellenza, non solo della Lombardia, ma di tutto il nostro Paese. È un classico esempio di come si può, per una congiuntura complessa, dissipare una grande fortuna con delle scelte che guardano agli egoismi personali, ai singoli potentati e non a una visione alta e bella del territorio, che avrebbe tutte le carte per andare incontro a ciò che chiede oggi il mercato. Si beve meno, questo è il trend, ma si beve sicuramente meglio e quindi una scelta che asseconda la qualità del lavoro, la valorizzazione di tutto quello che hanno detto benissimo la presidente e il direttore, ossia la scelta di valorizzare la filiera nella sua interezza è vincente e consente di puntare ad una qualità produttiva che la fortuna ha voluto essere potenzialmente altissima in questo territorio. Rincorrere quantità, rincorrere produzioni massive e non caratterizzanti è un falso obiettivo, che porta a ridursi al rango di contoterzisti ‘da poco’: un’immagine forte che rende l’idea dell’occasione che questo territorio non deve più perdere. Regione Lombardia vuole assecondare la scelta che il nuovo corso del Consorzio ha intrapreso, perché riteniamo che sia la più etica, la più giusta e la più prospettica”.

Presenti alla manifestazione 32 aziende virtuose del territorio, divise nei loro banci d’assaggio, che durante il walk around tasting hanno presentato 121 etichette, declinate nelle versioni Oltrepò Pavese Metodo Classico Docg e Pinot nero dell’Oltrepò Pavese Doc, e che è stata anche un successo per numero di partecipanti, oltre 300 tra operatori selezionati, sommelier e rappresentanti della stampa nazionale.

Un’occasione unica per far conoscere questo lembo di territorio lombardo, facendone un riferimento per un vitigno di qualità come il pinot nero.

L’evento ha messo in risalto il forte legame tra il territorio e la sua capacità di raccontare l’eccellenza di questo varietale in tutti i suoi aspetti, confermando il suo alto potenziale.

Il Consorzio adesso si pone proprio l’obiettivo di sviluppare tutto questo e continuare con una strategia di valorizzazione a lungo termine.

Intervenuti alla conferenza stampa, Valentina Vercelli (giornalista e curatrice della guida Slow Wine) e Filippo Bartolotta (giornalista, docente specializzato nella comunicazione del vino e del suo territorio, e coinvolto nel progetto “Oltrepò” fin dalla prima edizione), hanno guidato anche le due masterclass alla cieca, dedicate a un approfondimento del Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese Doc e dell’Oltrepò Pavese Metodo Classico Docg.

“Quattro anni fa cominciavamo quasi in maniera carbonara” ha esordito, scherzando, Bartolotta. “Adesso è bello vedere, come da un piccolo progetto, la partecipazione si è allargata, tra istituzioni, operatori e colleghi giornalisti. Questo rimane uno dei pochi territori di scoperta, tra le influenze della Lombardia, il Piemonte, la Liguria e l’Emilia Romagna”.

Aggiungendo poi durante la masterclass dedicata al pinot nero vinificato in rosso che “c’è molta sensibilità, un’interpretazione sempre più autentica delle caratteristiche identificative del Pinot Nero in Oltrepò. I vini risultano più eleganti, con al centro il frutto, senza essere troppo marcati con i legni. Sono curioso di scoprire cosa succederà nei prossimi anni”.

La Vercelli, parlando della sua partecipazione all’evento e alla masterclass, ha sottolineato come “questa è una zona che amo molto, sia per motivi professionali che personali. E la conosco molto bene, perché, lavorando per una guida, ogni anno vengo nel territorio a degustare i vini delle varie cantine. Sono molto contenta, perché in 15 anni ho visto una grande crescita qualitativa, con un grande sforzo dei produttori, e sottolineo che per la stessa guida Slow Wine del 2025, questo è l’anno in cui ci sono stati più pinot nero premiati in assoluto. Questo è un bellissimo segnale di un territorio che ha iniziato finalmente una crescita, e sta andando avanti in questo senso”.

“I Metodo Classico che abbiamo assaggiato hanno profili molto diversi, ma sono tutti legati da un filo conduttore dato dall’alta qualità ed eleganza che sono in grado di esprimere. Sono prodotti che hanno un rapporto qualità prezzo incredibile, perfetti per la ristorazione grazie alla grande abbinabilità”, ha aggiunto.

Per curiosità, entrambe le masterclass hanno avuto un “intruso” tra le etichette degustate, come sfida dei relatori per cercare di riconoscerlo, e percepirne le differenze.

Masterclass Pinot Nero in Rosso (Olterpò Pavese Doc):
1. “NEOS” 2023 – Montelio
2. “IL MARCOVALDO” 2023 – Finigeto
3. “LUIGI PADROGGI” 2021 – La Piotta
4. “PINOT NERO” 2021 – Castello di Cigognola
5. “V18” 2021 – Cordero San Giorgio
6. “NOIR” 2021 – Tenuta Mazzolino
7. “LES JAROLLIÈRES” 2021 – La Pousse d’Or Pommard 1er Cru Pinot Nero
8. “TAVERNETTO” 2020 – Conte Vistarino
9. “POGGIO DELLA BUTTINERA” 2019 – Travaglino
10. “GIORGIO ODERO” 2014 – Frecciarossa

Masterclass Pinot Nero in versione spumante (Oltrepò Pavese Metodo Classico Docg):
A. “LA GENISIA” Extra Brut Sans Année– Torrevilla La Genisia
B. “DRAPPIER CHAMPAGNE BRUT NATURE” Sans Année – Maison Drappier
C. “VERGOMBERRA” Dosaggio Zero 2019 – Bruno Verdi
D. “1870 GRAN CUVÈE STORICA” Brut 2019 – Giorgi
E. “PINOT NERO” Brut 2017 – Cà del Gè
F. “COLLEZIONE 2008” Brut 2008 – Terre d’Oltrepò La Versa
G. “NOTE D’AGOSTO” Extra Brut Sans Année – Alessio Brandolini
H. “CRUASÈ” Brut Rosè 2021 – Azienda Agricola Pietro Torti
I. “LA BOLLA ROSE” Brut Rosè Millesimato 2020 – Cantine Cavallotti
J. “CUVÈE ROSÈ” Pas Dosè 2017 – Calatroni

“Oltrepò – Terra di Pinot Nero, un territorio, un vitigno, due eccellenze” è stato un percorso tra le sue diverse sfumature. Le diverse sfumature di un vino, in un lembo di terra, sui cui puntano le culture e le tradizioni di quattro regioni diverse, e dove si sono potuti assaggiare prodotti di ottima qualità, confermando come le aziende, e il Consorzio a sostegno, stiano facendo un buon lavoro.

Adesso l’obiettivo del futuro dovrà essere seguire questa strada, con questa sinergia comune, e lasciando da parte individualismi ed egoismi, che nel passato hanno portato a risultati fallimentari. E soprattutto continuare con lo stesso proposito di oggi: “Meno quantità, più qualità”.

Hanno partecipato le cantine Alessio Brandolini, Bertè & Cordini, Bosco Longhino, Bruno Verdi, Cà del Gè, Calatroni, Castello di Cigognola, Cavallotti, Conte Vistarino, Cordero San Giorgio, Ersaf Riccagioia, Fiamberti, Finigeto, Frecciarossa, Giorgi, La Genisia – Torrevilla, La Piotta, La Travaglina, Le Fiole, Le Fracce, Manuelina, Montelio, Monsupello, Oltrenero, Azienda Agricola Pietro Torti, Prime Alture, Quaquarini Francesco, Tenuta Mazzolino, Terre Bentivoglio, Terre d’Oltrepò – La Versa, Torre degli Alberi.
Travaglino.

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